Ocratossina A: nuovi livelli massimi in alcuni prodotti alimentari in EU

Ocratossina A

Le Ocratossine sono un gruppo di metaboliti secondari prodotti da alcune specie di funghi dei generi Aspergillus e Penicillium.

L’Ocratossina A (OTA) è la tossina prevalente del gruppo ed è anche quella di maggior rilievo da un punto di vista tossicologico. Si può formare durante l’essiccazione al sole e lo stoccaggio e il suo sviluppo può essere prevenuto applicando buone pratiche di essiccazione e conservazione, tuttavia il livello di contaminazione delle derrate dipende da condizioni climatiche, ambientali e di processo. La contaminazione può coinvolgere un’ampia varietà di alimenti: cereali e prodotti a base di cereali, caffè, frutta secca, vino e succo d’uva, spezie e liquirizia.

L’OTA causa tossicità renale in diverse specie animali e tumori renali nei roditori, viene inoltre considerato un contaminante genotossico sia in vitro che in vivo; tuttavia, i meccanismi della genotossicità non sono ancora chiari.

Il parere scientifico dell’EFSA

Nell’aprile 2020 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato i risultati della valutazione del rischio dell’Ocratossina A negli alimenti, sulla base dei quali, per i margini di esposizione calcolati, l’Ocratossina A rappresenterebbe una possibile preoccupazione per la salute dei consumatori, soprattutto per quelli più vulnerabili.  

EU: nuovi limiti massimi per alcuni prodotti alimentari

Il Regolamento (CE) 1881/2006 stabilisce già Limiti Massimi di Ocratossina A in alcuni alimenti. Proprio a seguito della valutazione scientifica dell’EFSA, il 5 agosto 2022 la Commissione Europea ha pubblicato il Regolamento (UE) 2022/1370 introducendo tenori massimi anche in altri alimenti quali: frutta secca diversa dall’uva secca, pistacchi, cacao in polvere, erbe essiccate, alcuni semi oleosi, questo perché l’OTA è stata riscontrata in tali alimenti. Considerando gli stessi risultati, la Commissione ha inoltre modificato, abbassando, alcuni dei limiti già esistenti per alcuni prodotti alimentari, come ad esempio i prodotti da forno, il caffè e le uve secche. Per quanto riguarda il prosciutto crudo e i formaggi, il regolamento non fissa nessun limite massimo ma ritiene opportuno effettuare un monitoraggio addizionale per quanto riguarda la presenza di Ocratossina A.

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