PFAS e sicurezza alimentare: impatto e rischi per la salute
I PFAS sono un gruppo di oltre 4.000 sostanze chimiche utilizzate in un’ampia varietà di prodotti di consumo/applicazioni industriali poiché caratterizzate da forti legami carbonio-fluoro, che conferiscono a queste sostanze proprietà chimico-fisiche uniche al mondo tra cui l’idrorepellenza, la resistenza alle alte temperature, la resistenza a numerosi agenti chimici e le ottime proprietà tensioattive.
Esse vengono utilizzate principalmente in schiume antincendio, rivestimenti antiaderenti per padelle, imballaggi di carta per alimenti, creme, cosmetici, tessuti, vernici, cromature, pesticidi e prodotti farmaceutici.
Sono note come “inquinanti organici persistenti (POP)” molto rischiose per la salute, in quanto sono estremamente persistenti nell’ ambiente e attraverso il processo del bioaccumulo possono causare gravi danni al fegato, malattie della tiroide, obesità, problemi di fertilità e cancro.
Quali sono gli alimenti più a rischio?
I PFAS vengono rilasciati nell’ambiente da fonti dirette e indirette quali produzione industriale, uso di prodotti di consumo (cosmetici, vernici, farmaci, pesticidi…), smaltimento rifiuti ecc. Il loro rilascio e la loro elevata mobilità nell’acqua, aria e suolo impattano negativamente sulla sicurezza degli alimenti che possono contaminarsi rappresentando un rischio per la salute dei viventi.
L’esposizione alimentare umana e animale a queste sostanze avviene principalmente attraverso il consumo di alimenti contaminati quali verdure, pesce, frutti di mare, carne, latte, uova e acqua potabile. Fonte di contaminazione per gli alimenti sono anche il packaging alimentare e i materiali a contatto con gli alimenti, da cui queste sostanze possono migrare, sedimentando negli stessi.
Recentemente la Food and Drug Administration statunitense ha notificato ben due allerte alimentari riguardanti il rilevamento di alti livelli di PFAS in vongole affumicate provenienti dalla Cina. (Fonte dati: Safety Hud https://regulatory.mxns.com/en/safety-hud-new)
La preoccupazione e attenzione per queste sostanze rischiose per la salute è molto alta a causa dell’alto tasso di inquinamento ambientale rilevato nell’ultimo decennio. Infatti, nel settembre 2020, l’EFSA ha stabilito una nuova soglia di sicurezza per l’accumulo di PFAS nell’ organismo di 4,4 ng per kg di peso corporeo/settimana e l’Europa si sta muovendo verso una rigida regolamentazione di questi contaminanti dopo aver diffuso recentemente la Raccomandazione (UE) 2022/1431 della Commissione del 24 agosto 2022 relativa al monitoraggio di queste sostanze negli alimenti.
Il monitoraggio viene raccomandato per frutta, ortaggi, radici, tuberi amilacei, alghe marine, cereali, frutta a guscio, semi oleosi, alimenti destinati ai lattanti e ai bambini , alimenti di origine animale, bevande analcoliche, vino e birra. In assenza di limiti specifici a livello europeo, questa raccomandazione fornisce livelli indicativi massimi di PFAS negli alimenti che, se superati, richiedono indagini mirate per individuare le cause della contaminazione.
Autore: Cinzia Pellicorio – Food Safety Specialist
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Mérieux NutriSciences, provider di soluzioni a 360° per le industrie agroalimentari, offre supporto attraverso strumenti digitali per il monitoraggio di allerte di sicurezza alimentare, normative e limiti di legge per i contaminanti a livello globale e soluzioni analitiche per la determinazione di PFAS in matrici ambientali, alimentari, acqua e materiali a contatto con gli alimenti.
In particolare, per l’analisi su matrici alimentari è stato sviluppato un metodo in grado di quantificare fino a 28 molecole di PFAS nel rispetto delle indicazioni di monitoraggio della Commissione Europea grazie all’utilizzo di strumentazione all’avanguardia ad elevata sensibilità.

