Nuova Guidance OECD sul destino intestinale dei nanomateriali ingeriti: i nostri esperti hanno contribuito alla sua stesura

nanomateriali

L’OECD ha pubblicato la nuova Guidance Document for In Vitro Testing of the Intestinal Fate of Orally Ingested Nanomaterials, che definisce un quadro scientifico e regolatorio per studiare ciò che accade ai nanomateriali dopo l’ingestione orale.

Il nostro team di scienziati, guidato da Federico Benetti, ha contribuito alla stesura del Guidance Document nell’ambito del gruppo di esperti italiani, insieme a rappresentanti di importanti istituzioni scientifiche e regolatorie nazionali e internazionali.

Perché è importante studiare il destino intestinale dei nanomateriali?

I nanomateriali trovano applicazione in un numero crescente di prodotti e possono essere presenti, tra gli altri, in prodotti farmaceutici, cosmetici, alimenti, mangimi e materiali destinati al contatto con gli alimenti.

Una volta ingerito, tuttavia, un nanomateriale non mantiene necessariamente le caratteristiche della sua forma originaria. Durante il passaggio attraverso il tratto oro-gastrointestinale può infatti subire importanti trasformazioni fisico-chimiche, tra cui dissoluzione, variazioni nella distribuzione dimensionale delle particelle e formazione di nuove nano-entità.

Comprendere queste trasformazioni è quindi fondamentale per stabilire se, dopo la digestione, persistano caratteristiche nano-specifiche e se siano necessari ulteriori approfondimenti nell’ambito della valutazione del rischio.

Un approccio a più livelli per la valutazione dei nanomateriali

Il documento OECD introduce una strategia di screening a livelli, che integra approcci in chemico e in vitro complementari.

Tier 1 | Digestione simulata e dissoluzione. I test in chemico condotti utilizzando fluidi oro-gastrointestinali simulati consentono di valutare se il nanomateriale mantenga caratteristiche nano-specifiche dopo la digestione. Quando il materiale si dissolve completamente e non sono più presenti caratteristiche nano-specifiche, generalmente non sono necessari ulteriori test specifici per la forma nano. Se invece persistono forme particellari o possono formarsi nuove nanoforme, può essere necessario procedere con ulteriori approfondimenti.

Tier 2 | Interazione con la barriera intestinale. Modelli avanzati in vitro della barriera intestinale possono successivamente essere utilizzati per studiare endpoint biologici quali citotossicità, permeabilità, uptake cellulare e traslocazione attraverso l’epitelio intestinale.

Tra gli approcci descritti, il documento identifica un modello intestinale in tri-coltura basato su cellule Caco-2, HT29-MTX E12 e Raji B come New Approach Methodology (NAM) idonea allo studio dell’uptake e della traslocazione dei nanomateriali.

Dai metodi sperimentali a dati rilevanti per la valutazione regolatoria

Uno degli elementi centrali del nuovo documento OECD è l’attenzione alla generazione di dati fit-for-purpose e utili al processo decisionale.

Il documento fornisce raccomandazioni sulle condizioni sperimentali fisiologicamente rilevanti, sulla caratterizzazione analitica, sull’integrità della barriera, sui controlli e sull’interpretazione e reporting dei dati. Il documento è inoltre accompagnato da Standard Operating Procedures dedicate ai test di dissoluzione, al modello intestinale in tri-coltura e agli studi di uptake/traslocazione, oltre a template armonizzati per il reporting.

L’approccio si inserisce nel più ampio sviluppo delle New Approach Methodologies (NAMs), degli Integrated Approaches to Testing and Assessment (IATA) e del Next Generation Risk Assessment (NGRA), con l’obiettivo di produrre evidenze sempre più rilevanti per l’uomo riducendo il ricorso alla sperimentazione animale.

Competenze scientifiche al servizio dell’armonizzazione internazionale

La partecipazione dei nostri esperti alla stesura di questo Documento OECD riflette l’impegno di Mèrieux NutriSciences Italia nello sviluppo di approcci scientificamente solidi, riproducibili e trasferibili per la valutazione della sicurezza dei nanomateriali.

Integrando competenze nella digestione simulata, nei modelli avanzati di barriera intestinale e nella caratterizzazione dei nanomateriali, contribuiamo non solo all’applicazione delle metodologie emergenti, ma anche al confronto scientifico che ne sta definendo il futuro utilizzo in ambito regolatorio.

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