Packaging dei piatti pronti e rischi chimici: evidenze dal report Greenpeace 2026

Il consumo di piatti pronti confezionati è oggi un fenomeno globale consolidato, favorito da stili di vita frenetici, urbanizzazione e minore disponibilità di tempo per la preparazione dei pasti. Il mercato mondiale dei ready meals ha superato i 160 miliardi di euro e potrebbe avvicinarsi ai 300 miliardi entro il 2034, con un tasso di crescita annuo intorno al 5-6%.

La produzione globale raggiunge circa 71 milioni di tonnellate annue, pari a oltre 12 kg pro capite, con i consumi più elevati in Europa e Nord America, mentre Asia e America Latina mostrano tassi di crescita rapidi. I pasti surgelati dominano il mercato, ma crescono le alternative fresche, biologiche e a base vegetale, scelte dal 30% dei consumatori globali.

L’e-commerce e i servizi di delivery hanno accelerato la diffusione dei ready meals, rappresentando fino al 20% delle vendite in alcune aree urbane. Tuttavia, il packaging dei piatti pronti destinati al riscaldamento può comportare alcuni rischi per la salute. 

Report Greenpeace: rischi chimici dei contenitori plastici

Un report di Greenpeace International di febbraio 2026, basato su 24 studi peer-reviewed, mostra che il riscaldamento di cibi pronti — soprattutto nel microonde — può favorire il rilascio di microplastiche, nanoplastiche e altre sostanze chimiche dagli imballaggi plastici.

L’esposizione prolungata a queste sostanze può avere effetti sulla salute, tra cui disturbi endocrini, immunitari e metabolici, problemi cardiovascolari e alterazioni neurologiche.

Report & Punti chiave

Secondo gli studi esaminati, il riscaldamento di vaschette in plastica può portare alla migrazione di centinaia di migliaia di particelle in pochi minuti, con livelli talvolta superiori rispetto ad altre modalità di cottura, come il forno tradizionale. 

Oltre alle particelle solide, i ricercatori segnalano la possibile presenza di sostanze chimiche rilasciate dal materiale plastico, tra cui plasticizzanti, stabilizzanti e composti non intenzionalmente aggiunti (NIAS), che possono formarsi durante la produzione o il riscaldamento.

Il rapporto ricorda che migliaia di sostanze chimiche sono utilizzate nella filiera della plastica e che una parte significativa è considerata potenzialmente preoccupante per la salute. Alcune di queste sono già state rilevate nell’organismo umano, indicando un’esposizione diffusa attraverso diverse vie, inclusa quella alimentare (PFAS, Bisfenoli…).

Un punto centrale riguarda l’etichetta “adatto al microonde”, che certifica la resistenza del contenitore alle alte temperature ma non garantisce l’assenza di migrazione di microplastiche o sostanze chimiche nel cibo. Per questo motivo, Greenpeace chiede un rafforzamento delle normative sui materiali a contatto con gli alimenti e un’applicazione più rigorosa del principio di precauzione.

Focus Sostanze & Regolamentazione 

Anche i packaging per alimenti progettati per l’utilizzo in microonde devono rispondere ai requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di materiali e oggetti a contatto con alimenti. Il riferimento principale è il Regolamento (CE) n. 1935/2004, il cosiddetto regolamento quadro sui FCM, a cui si affiancano normative specifiche – alcune armonizzate a livello europeo – che variano anche in funzione del materiale di composizione del packaging.

Per verificare l’idoneità all’uso alimentare e garantire la sicurezza per il consumatore, vengono monitorati diversi contaminanti, selezionati anche in base alla natura del contenitore, che esso sia di plastica, carta, abbia eventuali coating funzionali o in presenza di inchiostri di stampa, adesivi o altri componenti.

Tra le sostanze oggetto di controllo rientrano, ad esempio:

  • ammine aromatiche primarie (PAA)
  • metalli
  • bisfenoli
  • PFAS, per i quali il nuovo Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) introduce restrizioni specifiche sugli imballaggi a contatto con alimenti.

L’attività di verifica non riguarda soltanto le sostanze intenzionalmente aggiunte (IAS), ma anche quelle non intenzionalmente aggiunte (NIAS), ovvero impurità, sottoprodotti di reazione o sostanze generate durante i processi produttivi. Anche queste, infatti, possono migrare nell’alimento e rappresentare un potenziale rischio per la salute, rendendo necessaria un’accurata valutazione analitica e tossicologica.

Autori: Francesca Faraon, Cinzia Pellicorio & Flavia Perin 

Il supporto di Mérieux NutriSciences 

Mérieux NutriSciences è in grado di verificare l’idoneità alimentare di un contenitore destinato all’utilizzo in microonde attraverso un approccio strutturato in due fasi distinte ma complementari, ossia l’ idoneità tecnologica e l’idoneità al contatto alimentare.

La prima fase consiste nella valutazione delle performance del contenitore nelle reali condizioni di utilizzo previste dal produttore. Il packaging viene sottoposto alle stesse condizioni dichiarate in etichetta o nelle istruzioni d’uso, anche in presenza dell’alimento, per verificare la resistenza strutturale, la stabilità dimensionale, eventuali alterazioni visive.

La prova può includere la simulazione dell’intero ciclo di vita domestico del contenitore: ad esempio, conservazione in frigorifero seguita dal riscaldamento in microonde, riproducendo fedelmente il comportamento del consumatore dopo l’acquisto. Questo consente di verificare che il materiale mantenga le proprie caratteristiche funzionali anche in condizioni di stress termico e meccanico combinato.

La seconda fase riguarda la conformità ai requisiti normativi sui materiali e oggetti a contatto con alimenti; nelle stufe del laboratorio vengono ricreate le stesse condizioni di temperatura e tempo tipiche dell’utilizzo in microonde. I test vengono effettuati utilizzando simulanti alimentari appropriati, selezionati in base alla tipologia di alimento per cui il contenitore è destinato. Successivamente, sui simulanti vengono eseguite analisi chimiche per determinare l’eventuale presenza di sostanze migrate, comparandole con i limiti previsti dalla legge.

Attraverso questo approccio integrato, Mérieux NutriSciences supporta le aziende nel garantire non solo la conformità normativa, ma anche la sicurezza del consumatore e la robustezza funzionale del packaging lungo tutto il suo ciclo di utilizzo.

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