PFAS nei cosmetici: evoluzione normativa, trend di mercato e strategie analitiche

Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) rappresentano un’ampia classe di composti sintetici caratterizzati da legami carbonio-fluoro altamente stabili. Questa stabilità chimica conferisce ai PFAS un’eccezionale resistenza al calore, all’acqua e alla degradazione chimica, proprietà che ne hanno favorito l’ampio utilizzo in applicazioni industriali e prodotti di consumo.

Tuttavia, queste stesse caratteristiche rendono i PFAS estremamente persistenti nell’ambiente. Di conseguenza, l’attenzione scientifica e regolatoria verso i loro potenziali impatti ambientali e sulla salute umana è in costante aumento.

Perché i PFAS sono utilizzati nei cosmetici. Nelle formulazioni cosmetiche, i PFAS possono essere aggiunti intenzionalmente per migliorare le performance del prodotto. Tra gli ingredienti PFAS più comunemente riportati si includono:

  • PTFE (politetrafluoroetilene)
  • Perfluorooctyl triethoxysilane
  • Perfluorononyl dimethicone
  • Perfluorodecalin
  • Perfluorohexane

Questi composti possono contribuire a migliorare la spalmabilità, la durata del prodotto, la resistenza all’acqua, il profilo sensoriale e gli effetti di brillantezza in prodotti make-up e haircare.

Presenza sul mercato. Nonostante i vantaggi tecnologici, i PFAS sono utilizzati in una quota relativamente limitata di prodotti cosmetici. Studi della Swedish Chemicals Agency (KEMI) indicano che i cosmetici contenenti PFAS rappresentano circa lo 0,33–1,4% dei prodotti presenti sul mercato europeo, a seconda del database analizzato.

Negli Stati Uniti, dati recenti della FDA mostrano che 51 sostanze PFAS sono utilizzate intenzionalmente in 1.744 formulazioni cosmetiche, pari a circa lo 0,41% di tutti i prodotti registrati.

Sebbene la prevalenza complessiva rimanga contenuta, i dati di mercato suggeriscono una graduale riduzione dell’uso dei PFAS, dovuta alla pressione regolatoria e alla crescente consapevolezza del settore.

PFAS nei cosmetici, scenario normativo

Unione Europea. Nel quadro normativo europeo, i PFAS sono attualmente regolati principalmente attraverso:

  • divieti specifici di sostanza ai sensi del Regolamento Cosmetici (CE) n. 1223/2009
  • restrizioni chimiche nell’ambito del regolamento REACH

È attualmente in fase di valutazione una proposta di restrizione globale dei PFAS nell’ambito del REACH, che potrebbe avere un impatto significativo su diversi settori, incluso quello cosmetico.

Francia: prima restrizione nazionale. La Francia ha recentemente introdotto una delle misure regolatorie più stringenti in Europa. Una nuova legge prevede il divieto di fabbricazione, importazione, esportazione e immissione sul mercato di prodotti cosmetici contenenti PFAS a partire dal 1° gennaio 2026.

Il decreto attuativo stabilisce soglie di conformità:

  • 25 ppb per singolo PFAS
  • 250 ppb per la somma dei PFAS
  • 50 ppm per i PFAS totali inclusi i polimeri

Questi limiti mirano a distinguere l’uso intenzionale dalla contaminazione in tracce inevitabile.

Stati Uniti. Negli Stati Uniti, la regolamentazione dei PFAS nei cosmetici è guidata principalmente da legislazioni statali. Almeno 11 Stati hanno adottato divieti sui PFAS aggiunti intenzionalmente, tra cui: California, Colorado, Connecticut, Maine, Minnesota, New Hampshire, New Mexico, Oregon, Rhode Island, Vermont e Washington.

Le tempistiche di implementazione variano tra il 2025 e il 2028, riflettendo un contesto normativo in rapida evoluzione.

Sfide analitiche

L’analisi dei PFAS in matrici cosmetiche presenta diverse criticità:

  • ampia diversità chimica delle molecole PFAS
  • soglie regolatorie estremamente basse
  • matrici cosmetiche complesse (rossetti, fondotinta, mascara)

Gli approcci analitici mirati si basano tipicamente su LC-MS/MS o spettrometria di massa ad alta risoluzione per quantificare specifici composti PFAS. Approcci di screening complementari includono:

  • analisi del fluoro totale tramite tecniche di combustione
  • determinazione del fluoro organico totale
  • TOP assay (Total Oxidizable Precursor), che converte i precursori PFAS in molecole PFAS rilevabili

La combinazione di approcci mirati e non mirati consente una valutazione più completa della presenza di PFAS nei prodotti cosmetici e negli ingredienti.

Autore: Emiliano De Dominicis

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