PFAS & Alimenti: il bilancio delle allerte dall’entrata in vigore del Regolamento UE (1° gennaio 2023)
I composti per- e polifluoroalchilici (PFAS) sono una vasta classe di contaminanti emergenti per la sicurezza alimentare, caratterizzati da legami carbonio–fluoro estremamente stabili che ne determinano l’elevata resistenza alla degradazione chimica e biologica e quindi la forte persistenza nell’ambiente.
Sono sostanze di origine principalmente antropica, prodotte e utilizzate in numerosi processi industriali e prodotti di consumo, tra cui rivestimenti antiaderenti e impermeabilizzanti, imballaggi alimentari, tessuti tecnici, schiume antincendio, trattamenti superficiali e alcuni processi di lavorazione dei metalli. Una volta rilasciati, possono diffondersi attraverso scarichi industriali e urbani, acque reflue e percolazione nei suoli, contaminando acque superficiali e sotterranee, sedimenti e matrici agricole.
La loro mobilità ambientale e la capacità di bioaccumulo negli organismi viventi, con conseguente biomagnificazione lungo la catena trofica, spiegano la crescente rilevanza nella filiera agroalimentare e il potenziale impatto sulla salute umana (Alterazioni endocrine e della funzione tiroidea, riduzione della risposta immunitaria, rischio cardiovascolare, possibili effetti epatici, interferenze sullo sviluppo fetale, associazione con alcuni tumori del rene…).
Quadro allerte dal 1° Gennaio 2023
Con il Regolamento (UE) 2022/2388, applicabile dal 1° gennaio 2023 e successivamente confluito nel Regolamento (UE) 2023/915, l’Unione europea ha introdotto per la prima volta limiti massimi per la presenza di PFAS in diverse categorie di alimenti, tra cui pesce, crostacei, molluschi, uova, carne e frattaglie.
In tale contesto, le evidenze di contaminazione sono emerse in maniera più sistematica grazie al rafforzamento delle attività di monitoraggio e vigilanza previste dalla normativa europea, che, attraverso i sistemi di sorveglianza, ha registrato oltre quaranta allerte relative a PFAs in alimenti. (Fonte: Safety HUD).
In particolare, il pesce e i prodotti della pesca rappresentano la categoria maggiormente interessata, in coerenza con i processi di bioaccumulo tipici degli ecosistemi acquatici. Seguono carne e derivati, nei quali la contaminazione suggerisce un’esposizione indiretta attraverso l’ambiente e i mangimi, e latte e prodotti lattiero-caseari, per i quali il trasferimento dei PFAS può avvenire lungo la catena foraggera. Anche cereali e prodotti cerealicoli risultano coinvolti, verosimilmente a causa della contaminazione di suoli e acque di irrigazione.
Tra i principali paesi di origine o trasformazione dei prodotti figurano Vietnam, Paesi Bassi, Cina, Belgio, Thailandia, Regno Unito, Ungheria, Francia e Turchia, oltre a una quota di casi non tracciabili.
Evoluzione del sistema di sorveglianza dal 1° Gennaio 2023
Dal 1° gennaio 2023, il rafforzamento del quadro normativo ha potenziato il sistema di sorveglianza, determinando un miglioramento delle capacità analitiche e dell’estensione dei controlli ufficiali, con conseguente maggiore sensibilità nell’ individuazione di PFAS nelle diverse matrici alimentari.
Le evidenze disponibili indicano l’emersione di contaminazioni multi-matrice, confermando la diffusione del fenomeno lungo diverse categorie produttive, mentre la gestione dei dati è divenuta più strutturata, migliorando la tracciabilità delle non conformità e consentendo un’interpretazione più sistemica delle segnalazioni.
Le oltre 40 allerte registrate non suggeriscono necessariamente un incremento della contaminazione, quanto piuttosto una sua maggiore visibilità legata all’efficacia dei sistemi di controllo.
In termini interpretativi, il quadro osservato è riconducibile a tre fattori principali: l’ubiquità ambientale dei PFAS, che ne facilita la presenza in acqua, suolo e sedimenti con trasferimento continuo alle produzioni agricole e animali; il bioaccumulo lungo la catena trofica, che contribuisce alla biomagnificazione nelle matrici di origine animale; e il potenziamento complessivo della sorveglianza, che include il miglioramento delle capacità analitiche, l’estensione dei controlli e una più efficace tracciabilità delle non conformità.
Implicazioni per la sicurezza alimentare
Il quadro emerso evidenzia la necessità di adottare un approccio integrato e sistemico alla gestione del rischio associato ai PFAS, in grado di superare una visione frammentata della sicurezza alimentare e di considerare l’intera catena del valore. In particolare, risulta essenziale basare tale approccio su alcuni step fondamentali:
- monitoraggio sistematico e continuativo lungo l’intera filiera produttiva, dalla fase ambientale e agricola fino alla trasformazione e distribuzione, al fine di intercettare precocemente eventuali contaminazioni
- armonizzazione dei metodi analitici tra Paesi e laboratori, garantendo confrontabilità, affidabilità e riproducibilità dei dati a livello internazionale
- rafforzamento dei sistemi di tracciabilità delle materie prime e dei prodotti intermedi, per consentire una ricostruzione puntuale delle filiere e una gestione più efficace degli eventuali rischi
- integrazione strutturata dei dati ambientali, agricoli e alimentari, attraverso sistemi informativi interoperabili in grado di supportare valutazioni del rischio più complete e predittive
- adozione di strategie preventive a monte della filiera (upstream), finalizzate alla riduzione dell’esposizione già nelle fasi di produzione primaria, con particolare attenzione alle fonti ambientali di contaminazione
La sicurezza alimentare non può essere interpretata esclusivamente come una proprietà del prodotto finito, ma deve essere concepita come il risultato dinamico di un sistema complesso e interconnesso,in cui ambiente, produzione agricola, trasformazione industriale e distribuzione contribuiscono in modo congiunto alla determinazione del livello di rischio.
Autore: Cinzia Pellicorio
Il supporto di Mérieux NutriSciences Italia
Mérieux NutriSciences supporta le aziende nel monitoraggio e rilevazione dei PFAS in alimenti, acqua e matrici ambientali attraverso un’offerta integrata di soluzioni scientifiche e operative, finalizzate a garantire sicurezza, qualità e conformità lungo l’intera catena del valore.
Tra le principali attività rientrano la valutazione e la gestione del rischio, basate su un monitoraggio continuo delle allerte alimentari, degli aggiornamenti normativi e dei rischi emergenti. A questi servizi si affiancano analisi di laboratorio avanzate, eseguite da personale altamente qualificato e con tecnologie all’avanguardia.
Completano l’offerta attività di formazione e consulenza tecnica specialistica, inserite in un modello integrato progettato per rispondere alle sfide di un settore globale, complesso e ad alto rischio.
Visita la pagina dedicata e contattaci per le tue necessità!

