Ossido di etilene (EtO) negli alimenti: una criticità senza fine?

Nel 2020 l’ossido di etilene (EtO) emerse come una delle principali criticità di sicurezza alimentare degli ultimi anni. Le numerose non conformità riscontrate nei semi di sesamo provenienti dall’India evidenziarono come un problema originato all’inizio della filiera possa propagarsi rapidamente tra Paesi, operatori e categorie di prodotto.

La gestione dell’emergenza non si limitò al blocco delle partite non conformi, poiché parte del sesamo era già stata importata, commercializzata e utilizzata come ingrediente. Fu quindi necessario ricostruire le filiere, verificare la tracciabilità e individuare i prodotti coinvolti, procedendo, ove necessario, al loro ritiro dal mercato.

A seguito dell’emergenza, l’Unione europea rafforzò i controlli sulle importazioni, in particolare sui semi di sesamo originari dell’India. Il Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1540 introdusse specifiche condizioni di ingresso, tra cui requisiti documentali e analitici e controlli ufficiali rafforzati, rappresentando una delle principali risposte normative alla crisi.

Allerte ETO dal 2021 ad oggi

A distanza di sei anni, considerare la vicenda dell’ossido di etilene (EtO) come un’emergenza conclusa sarebbe riduttivo. Dopo il picco del 2020, infatti, le segnalazioni sono diminuite, ma il fenomeno continua a interessare diversi Paesi e un numero crescente di matrici alimentari, assumendo una dimensione più trasversale rispetto alla fase iniziale.

Nel periodo 2021-oggi si registrano oltre 3.000 segnalazioni. Accanto al sesamo, continuano a essere coinvolte numerose altre matrici, tra cui origano, peperoncino e altre spezie, riso integrale e basmati, estratti botanici etc. con conseguente interessamento di un’ampia varietà di prodotti finiti. Per un quadro completo si rimanda ai dati disponibili sulla piattaforma Safety HUD.

Anche le origini geografiche delle segnalazioni risultano ampiamente diversificate: oltre all’India, tra i principali Paesi coinvolti figurano Francia, Italia, Stati Uniti, Cina, Germania, Turchia, Libano e altri. Il fenomeno appare quindi oggi meno riconducibile a specifiche combinazioni di prodotto e provenienza e sempre più diffuso lungo le filiere agroalimentari internazionali. 

Pur con un’intensità inferiore rispetto al 2020, la persistenza delle segnalazioni e la crescente diversificazione di matrici e origini confermano che l’EtO rappresenta ancora una criticità da monitorare attentamente.

Un rischio che richiede un approccio preventivo

L’evoluzione delle segnalazioni evidenzia che il rischio associato all’ossido di etilene non può essere gestito esclusivamente dopo il verificarsi di una non conformità. La crescente complessità delle filiere alimentari richiede un approccio preventivo e dinamico, basato sulla valutazione dei principali fattori di rischio, quali origine e tipologia delle materie prime, caratteristiche e storico dei fornitori, modalità di approvvigionamento e trattamenti applicati lungo la filiera.

In questo contesto, il monitoraggio delle allerte e delle segnalazioni ufficiali deve integrarsi con la rivalutazione periodica del rischio e con controlli analitici mirati. La scelta di cosa analizzare, con quale frequenza e su quali matrici deve essere proporzionata al rischio, così da concentrare le risorse sui punti maggiormente critici e intercettare tempestivamente eventuali contaminazioni.

L’identificazione tardiva può infatti estendere la contaminazione a prodotti derivati, diversi siti produttivi e mercati, aumentando la complessità delle attività di tracciabilità, rintracciabilità, contenimento e ritiro. 

La prevenzione deve quindi mirare a intercettare o evitare la contaminazione nelle fasi più precoci della filiera, prima che possa propagarsi al prodotto finito e raggiungere il consumatore, integrando informazioni di filiera, dati storici e risultati analitici all’interno di un sistema di autocontrollo basato sul rischio.

Autore: Cinzia Pellicorio

Il supporto di MxNS per la gestione del rischio ETO

I nostri laboratori offrono servizi analitici all’ avanguardia per la ricerca e la quantificazione dell’ossido di etilene e dei relativi marker in alimenti e ingredienti, fornendo risultati analitici affidabili a supporto della verifica della conformità di materie prime, semilavorati e prodotti finiti.

L’attività analitica è integrata dal supporto dei nostri esperti, che affiancano le aziende nella valutazione e nella gestione del rischio, contribuendo alla definizione di strategie di controllo e monitoraggio coerenti con le specifiche esigenze della filiera. 

A completare il servizio, soluzioni digitali dedicate al monitoraggio della sicurezza alimentare e della compliance normativa consentono di seguire in modo tempestivo l’evoluzione delle allerte, dei requisiti regolatori e dei limiti di legge applicabili nei diversi Paesi e mercati di riferimento.

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