Il modello organizzativo e di gestione 231

Il Modello Organizzativo e di Gestione 231 è lo strumento primario per esimere una società dalla responsabilità amministrativa derivante dai reati previsti dal D. Lgs. 231/01.

Questo decreto ha introdotto la responsabilità in capo alle persone giuridiche, qualora da un fatto illecito penalmente rilevante derivi interesse o vantaggio per la società cui appartiene il soggetto che ha commesso il reato. Nel tempo l’elenco dei reati presupposto per la responsabilità amministrativa degli enti ha incluso sempre nuove fattispecie e anche il sistema sanzionatorio è stato progressivamente ampliato e aggravato. 

Per escludere le organizzazioni dalla responsabilità amministrativa ed evitare, quindi, sanzioni che possono essere economicamente molto rilevanti ed arrivare persino all’interdizione delle società dall’esercizio dell’attività, è fondamentale adottare il Modello 231. Si tratta di un insieme di protocolli e di procedure che regolano e definiscono la struttura aziendale, e la gestione dei suoi processi sensibili: tale modello garantisce, con ciò, la sussistenza di un’adeguata organizzazione aziendale finalizzata alla prevenzione della commissione dei reati previsti. Naturalmente oltre all’adozione del Modello, deve essere assicurata l’applicazione concreta di tutte le misure in esso previste, deve essere garantito il suo mantenimento nel tempo e deve essere verificato il suo continuo aggiornamento.

I reati agroalimentari

Data la rilevanza del settore, l’attenzione del legislatore si sta sempre più concentrando sui reati in materia di salute pubblica connessi alla produzione e al commercio di alimenti, con lo scopo di tutelare la produzione agroalimentare, la salute pubblica, la sicurezza alimentare, i consumatori e il made in Italy. La recente introduzione nel catalogo dei reati presupposto dal D. Lgs. 231/01 di nuove fattispecie di reati agroalimentari, e la riformulazione di alcuni di essi già presenti, chiama le aziende del settore ad una maggiore responsabilizzazione e ad attuare dei modelli organizzativi adeguati a prevenire la commissione dei reati.

I reati su sicurezza sul lavoro e ambiente

Tra i reati presupposto del D. Lgs. 231/01 hanno acquisito rilevanza anche gli illeciti penali connessi con la salute e sicurezza dei lavoratori e con l’ambiente.

Nel 2007 sono stati inseriti, ad esempio, l’omicidio colposo in violazione di norme antinfortunistiche e le lesioni personali colpose a seguito di infortunio sul lavoro, e lo stesso D. Lgs. 81/08 prevede, all’articolo 30, la facoltà di applicare un Modello di Organizzazione e Gestione per esimere l’ente adottante dalla responsabilità amministrativa. Con questa previsione normativa per la prima volta è stata prevista la responsabilità degli enti per reati di natura colposa: il legislatore ha voluto sottolineare la necessità che le imprese adottino un elevato livello di sicurezza per evitare conseguenze gravi per le condotte dei singoli e l’urgenza di adeguarsi con tutta una serie di misure applicative che comprendono, a titolo di esempio, la nomina dei soggetti preposti alla sicurezza sul lavoro, la vigilanza sulla commissione di reati e la formazione dei dipendenti.

Dal 2011 la maggiore sensibilità maturata nei confronti della tutela dell’ambiente ha sollecitato interventi normativi che hanno esteso la responsabilità delle persone giuridiche anche alle fattispecie ambientali, tenendo conto del fatto che spesso i più gravi reati ambientali sono realizzati a vantaggio e nell’interesse delle imprese.

Autore: Elena Panizzo

Il supporto di Mérieux NutriSciences

Il team Consulting di Mérieux NutriSciences è a disposizione per affiancare le aziende per una corretta elaborazione, una puntuale adozione, un’efficace attuazione e un costante aggiornamento del Modello Organizzativo 231.

Ne parleremo ai corsi MODELLO 231 – I REATI AGROALIMENTARI, che si terrà online giovedì 27 aprile, e MODELLO 231 – I REATI SU SICUREZZA SUL LAVORO E AMBIENTE, che si terrà online mercoledì 28 giugno.