Analisi delle microplastiche nel baby food: il metodo accreditato μFTIR
Le microplastiche negli alimenti rappresentano una delle sfide analitiche, ambientali e di sicurezza alimentare più complesse e discusse degli ultimi anni. Definite generalmente come particelle plastiche di dimensioni inferiori a 5 millimetri, la loro ubiquità negli ecosistemi ha progressivamente indirizzato l’attenzione della comunità scientifica e delle autorità regolatorie verso la valutazione del potenziale trasferimento di questi contaminanti emergenti lungo la filiera agroalimentare.
All’interno di questo scenario, il settore degli alimenti destinati ai lattanti e alla prima infanzia (baby food) richiede un livello di monitoraggio e rigore scientifico massimo. I consumatori di questa fascia d’età costituiscono una popolazione biologicamente vulnerabile; di conseguenza, il controllo qualità e la caratterizzazione analitica delle matrici alimentari a loro dedicate necessitano di metodologie d’avanguardia certificate, capaci di coniugare sensibilità, selettività e accuratezza.
La determinazione delle microplastiche nel baby food: complessità della matrice e standardizzazione
La ricerca e la determinazione delle microplastiche nei prodotti alimentari è storicamente complessa a causa dell’eterogeneità delle matrici (presenza di proteine, lipidi e carboidrati che possono interferire con l’analisi) e della varietà dei polimeri plastici esistenti. Per rispondere alla necessità del mercato di disporre di screening precisi, affidabili e ufficialmente riconosciuti, i laboratori della divisione ECSIN di Mérieux NutriSciences hanno sviluppato, validato e sottoposto ad accreditamento una metodica dedicata a questo scopo.
L’obiettivo primario di questo metodo accreditato è la valutazione della presenza o assenza di microparticelle, offrendo al contempo una caratterizzazione dettagliata dei materiali rilevati in termini di:
- Composizione chimica del polimero
- Numero di particelle individuate nel campione
- Range dimensionale (size range) delle stesse
Il principio dell’analisi: la microscopia μFTIR (Fourier-transform Infrared microscopy)
La tecnica d’elezione utilizzata dal nostro laboratorio di analisi alimentari per garantire la selettività del dato e la conferma della composizione chimica è la microscopia infrarossa a trasformata di Fourier (μFT-IR).
La spettroscopia FT-IR genera una vera e propria “impronta digitale” del materiale che, accoppiata con la microscopia, consente di isolare visivamente le microparticelle e di analizzarle singolarmente al fine di identificare, in maniera accurata, di un’ampia gamma di polimeri, tra cui i più comunemente riscontrati a livello industriale e ambientale, quali:
- Nylon e Poliuretano (PU)
- Polietilene (PE) nelle sue varianti, inclusi il Polietilene Clorurato (CPE) e Clorosolfonato (CSPE)
- Polipropilene (PP) e Polistirene (PS)
- Polietilene Tereftalato (PET) e Polivinilcloruro (PVC)
- Politetrafluoroetilene (PTFE), Poliossimetilene (POM) e Alcol Polivinilico (PVA)
Sensibilità e performance metrologiche del metodo di prova
Sotto il profilo della sensibilità analitica, il metodo presenta un Limite di Quantificazione (LOQ) estremamente basso, compreso tra 1 e 10 particelle. Tale sensibilità varia in funzione della porzione di campione analizzata, nello specifico se l’analisi viene condotta sull’intero campione tal quale (espresso in L o Kg) o su una sua frazione rappresentativa pari o superiore al 10%.
Inoltre, in conformità con gli standard internazionali di metrologia e con i requisiti previsti per i laboratori accreditati, l’incertezza associata alla misurazione della dimensione delle particelle è rigorosamente calcolata.
Conclusioni: tutela del brand e gestione del rischio alimentare
Il monitoraggio dei contaminanti emergenti come le microplastiche nel settore del baby food rappresenta un pilastro fondamentale per l’anticipazione del rischio e la tutela della salute pubblica. L’impiego di tecniche analitiche avanzate e l’affidamento a un metodo ufficialmente accreditato basato sulla microscopia μFTIR consente alle aziende della filiera alimentare di verificare rigorosamente la conformità e la sicurezza delle proprie materie prime e dei prodotti finiti.
Scegliere un partner analitico strutturato permette di basare le proprie decisioni strategiche su dati scientifici solidi, tracciabili e inappuntabili, proteggendo la brand reputation in un mercato sempre più attento alla trasparenza.

