Materiali a contatto alimentare – Prossimo aggiornamento della legislazione EU?

Revisione Regolamento Food Contact Materials

Già da diversi anni si parla della valutazione dell’attuale Regolamento Quadro sui materiali a contatto con gli alimenti e dell’eventuale necessità di una revisione alla luce del progresso tecnologico, sia per i materiali impiegati che per le tecniche applicabili per test ed analisi.

I materiali e oggetti a contatto con gli alimenti, conosciuti in Italia come MOCA, comprendono gli imballaggi, gli oggetti di uso quotidiano come le stoviglie e gli utensili da cucina e tutti i materiali e componenti utilizzati nella produzione, preparazione, conservazione e distribuzione degli alimenti. Il Regolamento (CE) n. 1935/2004 stabilisce che questi materiali non devono trasferire i loro componenti negli alimenti in quantità tali da mettere in pericolo la salute umana o modificare la composizione o le proprietà organolettiche degli alimenti.

La Commissione europea ha voluto valutare la necessità di rivedere tale Regolamento Quadro. Lo scopo di questa valutazione è quello di stabilire se l’attuale quadro legislativo dell’UE in materia di MOCA sia adatto allo scopo e se produca i risultati attesi.

A fine 2017, è stata lanciata la Roadmap della valutazione, iniziata con un primo periodo di raccolta feedback, a cui è seguita l’esecuzione di studi di supporto e svariate iniziative trasversali che hanno coinvolto i principali stakeholder. La consultazione pubblica è stata aperta nel 2019, arricchita anche da focus group, workshop, coinvolgimento di autorità nazionali, aziende private, consumatori, associazioni, NGO, ecc.

Il frutto del lavoro è la valutazione di giugno 2022, che potrebbe aprire le porte ad una revisione, un miglioramento del Regolamento Quadro, rispetto ai punti di debolezza riscontrati.

C’è il Regolamento Quadro ma manca l’armonizzazione nazionale sui diversi materiali.

Se da un lato il regolamento quadro copre in maniera generale lo scopo, la definizione e la tracciabilità necessari all’obbiettivo, si evidenzia come i regolamenti specifici per materiale, come quello delle plastiche a contatto alimentare, riescano a coprire con più precisione alcuni aspetti: il processo di risk assessment e di autorizzazione delle sostanze della lista positiva, sebbene complesso, è trasparente e fornisce maggiori sicurezze. L’attuale Regolamento 1935/2004 non definisce con precisione il livello di sicurezza e qualità che deve essere garantita.

Ciò ha portato gli Stati Membri, in alcuni casi, a ricorrere a legislazioni nazionali per le materie non plastiche, diverse da Paese a Paese, e che quindi inevitabilmente rendono difficoltoso il mercato europeo di tali beni. La valutazione contiene infatti alcuni “case example” che testimoniano incongruenze e difficoltà negli scambi internazionali.

Cittadini attenti e mercato in evoluzione

Il report sottolinea come i cittadini dimostrino un interesse crescente verso la sicurezza alimentare e la cura della salute, ad essa collegata. L’attuale legislazione sembra non essere adeguata all’evoluzione del mercato, ai nuovi materiali (in particolare per poliaccoppiati, bio-based e biodegradabili) oltre a quando vengono applicate nanotecnologie, riciclo chimico, o si ha a che fare con materiali a contatto alimentare attivi o intelligenti.

Sul fronte “carta”

Il tema del cambiamento del packaging passa sicuramente anche attraverso il mondo carta. I due ambiti di sfida sono legati alla sicurezza e sostenibilità: ci si aspetta una armonizzazione derivante dalla revisione del Regolamento Quadro, oltre all’indirizzo pratico fornito da linee guida JRC. Il packaging in carta può essere ideato per essere sia riciclabile, sia biodegradabile: oggi si aggiunge la possibilità di abbinarlo ad altri materiali e renderlo separabile da essi (il metodo di valutazione è in fase di survey pubblica proprio in questi giorni). La separabilità e la riciclabilità si legano in modo concreto al bisogno della barriera che alcuni materiali in unione con la plastica possono avere, anche alla luce dell’abbandono prossimo di alcuni composti funzionali come i PFAS.

Il valore aggiunto della legislazione comunitaria

La valutazione rileva l’importanza di una regolamentazione comune rispetto alle leggi nazionali, perché più efficiente: si sottolinea come a soffrire della mancanza di armonizzazione siano stati proprio i produttori di materiali non plastici, rispetto a quelli che producono plastica che invece godevano di un regolamento armonizzato.