2022, Stati Uniti: carenza di latte artificiale

Nel 2021, negli Stati Uniti si è verificata una grave carenza di latte artificiale a seguito della crisi della catena di approvvigionamento globale, aggravata da un richiamo di prodotti su larga scala, da alcune restrizioni all’importazione e dalla concentrazione del mercato. La causa iniziale della carenza del prodotto è da ricercarsi nei problemi della catena di approvvigionamento legati al COVID-19. La carenza è iniziata nei primi giorni della pandemia ed è via via peggiorata.

Il problema si è aggravato quando la società Abbott Labs ha interrotto la produzione nel suo stabilimento in Michigan, nel febbraio 2022, a seguito di un richiamo della Food and Drug Administration di diverse marche per una possibile contaminazione batterica di Cronobacter sakazakii (forse per pulizia carente, training improprio di dipendenti, documenti falsi, ecc.) che potrebbero aver causato almeno due decessi (molti bambini in diversi Stati sono stati ricoverati proprio per tale carenza).

Il problema relativo alla sicurezza era principalmente biologico ed è stato notificato da Stati Uniti, Israele, Canada, Messico, Australia, Vietnam, Singapore, Hong Kong, Nuova Zelanda, Regno Unito, Costa Rica, Moldavia, Repubblica Ceca, Arabia Saudita, Hong Kong, Sud Africa, Brasile, Italia, Spagna, Germania, India, Irlanda, Paesi Bassi, Costa Rica e il Paese o l’area di origine sono rimasti per lo più sconosciuti.

In risposta a questo questo problema, le banche del latte hanno registrato un aumento della domanda e delle donazioni di latte materno (la vendita o lo scambio informale di latte materno negli Stati Uniti sono legali e non regolamentati). L’11 maggio, i repubblicani hanno presentato un disegno di legge che ordina alla FDA di rivedere il Codex Alimentarius per garantire che gli standard internazionali siano coerenti con gli standard statunitensi per aumentare l’importazione di latte artificiale.

A differenza di altri prodotti alimentari, quelli per lattanti spesso non hanno un sostituto disponibile e accettabile come fonte di nutrimento e, oltre ai neonati, i richiami di latte artificiale hanno colpito pazienti adulti che necessitano di alimentazione nasogastrica, ad esempio. Al 14 maggio, il tasso di esaurimento delle scorte a livello nazionale era pari al 43%, saliti al 70% già il 22 maggio. Il 27 maggio, la FDA ha riferito alla commissione sanitaria del Senato che le carenze sarebbero continuate fino a luglio.

Il 16 maggio, in base all’accordo siglato con la FDA, Abbott ha corretto le condizioni igieniche che hanno portato alla contaminazione batterica e alla chiusura dell’impianto; tuttavia, oltre il 40% delle forniture di latte artificiale era esaurito. In risposta all’emergenza, il presidente Biden ha invocato il Defense Protection Act per garantire che i produttori avessero gli ingredienti giusti per produrre un prodotto sano e sicuro. Biden ha anche annunciato un piano congiunto che includeva l’importazione di milioni di bottiglie .

Dopo mesi di scaffali vuoti, gli Stati Uniti stanno ancora affrontando una carenza di latte artificiale a livello nazionale. In effetti, poco più del 20% dei prodotti era esaurito nelle sei settimane precedenti al 24 luglio. La FDA continua a lavorare 24 ore su 24 con i partner governativi e i settori industriali per garantire che sia disponibile del latte artificiale adeguato.

La FDA proibisce l’importazione (per scopi commerciali) e la vendita di latte artificiale dall’Europa negli Stati Uniti –anche se molti prodotti europei soddisfano o addirittura eccedono quanto previsto dalle Linee guida nutrizionali della FDA– perché l’etichettatura nutrizionale non è conforme ai requisiti statunitensi. Tuttavia, la FDA ha usufruito della possibilità di avere una maggiore flessibilità, consentendo quindi l’importazione di tali prodotti dall’estero (con milioni di lattine di latte che saranno disponibili negli Stati Uniti con meno restrizioni).

Recentemente l’FDA americana ha pubblicato un documento* per commentare le azioni intraprese a fronte di questa carenza, sottolineando 5 punti di miglioramento, inclusa una maggiore attenzione scientifica sul Cronobacter e la maggiore diffusione di una Food Safety Culture tra le aziende produttrici.

La carenza di latte artificiale non è però finita e potrebbe richiedere ulteriore tempo. Sebbene quest’anno la FDA non abbia ancora pubblicato una norma definitiva o proposta relativa ai prodotti per lattanti, la stessa continuerà a esercitare il potere discrezionale fino al 14 novembre 2022.

Per rimanere aggiornati su ogni nuova normativa americana è a disposizione lo strumento online Regulatory Update, che monitora quotidianamente lo scenario normativo in 76 mercati del mondo.