Caffè, cacao e tè: il nuovo report FAO mette in guardia sulla volatilità dei mercati e sui rischi per la filiera
La crescente volatilità dei mercati internazionali di caffè, cacao e tè non rappresenta più un fenomeno temporaneo, ma una condizione strutturale destinata ad avere ripercussioni ben oltre l’andamento dei prezzi. È questo il principale messaggio contenuto nel nuovo report della Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO), Price Dynamics in Global Beverage Markets: Trends, Drivers, and Consequences, che analizza le cause delle recenti impennate dei prezzi e le possibili conseguenze economiche e sociali lungo l’intera filiera.
Secondo lo studio, oltre il 90% delle oscillazioni dei prezzi nel breve periodo è determinato da shock di domanda e offerta, mentre i fattori macroeconomici incidono solo marginalmente. Eventi climatici estremi, fitopatie, tensioni geopolitiche, aumento dei costi di produzione e criticità logistiche sono oggi i principali elementi che destabilizzano i mercati globali.
Forte concentrazione produttiva e maggiore vulnerabilità del sistema
Uno degli aspetti evidenziati dalla FAO riguarda la forte concentrazione geografica della produzione mondiale. Brasile e Vietnam rappresentano quasi la metà dell’offerta globale di caffè, Costa d’Avorio e Ghana producono oltre due terzi del cacao mondiale, mentre la Cina è il principale produttore di tè.
Questa concentrazione rende l’intero mercato particolarmente esposto a eventi localizzati. Una siccità in Brasile, una malattia delle colture in Africa occidentale o un’interruzione delle rotte commerciali possono avere effetti immediati sui prezzi internazionali e sulla disponibilità delle materie prime.
Gli aumenti registrati negli ultimi anni confermano questa dinamica: il caffè ha raggiunto quotazioni record dopo gli eventi climatici che hanno colpito Brasile, Vietnam e Indonesia, mentre il cacao ha subito forti rincari a causa del calo produttivo in Costa d’Avorio e Ghana. Per il tè, invece, un ruolo importante è stato giocato dall’aumento della domanda durante il periodo pandemico.
Dai rincari alle minacce per la filiera: sicurezza, qualità e frodi sotto pressione
Il rapporto richiama inoltre l’attenzione su un tema sempre più rilevante: gli effetti indiretti della volatilità sulla sicurezza alimentare e delle filiere. Quando le materie prime diventano più costose e meno disponibili, aumenta infatti la pressione economica sugli operatori. In questo contesto possono crescere i rischi di:
- impiego di materie prime di qualità inferiore;
- riduzione degli standard qualitativi lungo la filiera;
- sostituzioni o adulterazioni degli ingredienti;
- pratiche fraudolente finalizzate a compensare l’aumento dei costi.
Le frodi alimentari tendono infatti a trovare terreno fertile nei momenti di forte tensione sui mercati, soprattutto per prodotti ad alto valore commerciale come caffè, cacao e tè. La diminuzione della disponibilità delle materie prime può incentivare fenomeni di sostituzione, miscelazione non dichiarata o utilizzo di ingredienti meno pregiati, con possibili ripercussioni sulla trasparenza del mercato, sulla tutela dei consumatori e sulla reputazione delle aziende.
Anche la sicurezza alimentare può risentirne indirettamente. Filiere sottoposte a forte pressione economica possono infatti disporre di minori risorse da destinare ai controlli, alla qualità delle produzioni e alla gestione dei rischi, rendendo ancora più importante il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio e tracciabilità.
Le priorità indicate dalla FAO
Per affrontare queste criticità, la FAO individua tre direttrici strategiche.
- La prima riguarda il rafforzamento della resilienza dei sistemi produttivi, attraverso investimenti nell’adattamento ai cambiamenti climatici, nella gestione di parassiti e malattie e nello sviluppo di strumenti efficaci di gestione del rischio.
- La seconda consiste nel migliorare la trasparenza dei mercati mediante dati più tempestivi e affidabili su produzioni, scorte e flussi commerciali, così da ridurre l’incertezza che alimenta la volatilità.
- Infine, l’organizzazione propone una più equa distribuzione del valore lungo la filiera, favorendo l’accesso dei produttori alle attività di trasformazione, alle certificazioni di qualità e agli strumenti di valorizzazione delle produzioni.
Autore: Cinzia Pellicorio
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