Bisfenolo A: 2026 anno di scadenze importanti

Il 23 febbraio 2026 segna una tappa importante per i materiali a contatto con alimenti: con l’entrata in applicazione del Regolamento (UE) 2026/250 viene vietato l’uso del Bisfenolo A (BPA) e imposto il requisito di non rilevabilità nei materiali finiti (≤ 1 μg/kg).  Il provvedimento recepisce il parere EFSA 2023, che ha evidenziato rischi per sistema immunitario, riproduttivo e metabolismo.

Sono previste eccezioni e deroghe tecniche solo per alcune applicazioni specifiche: il BPA resta ammesso come monomero nelle membrane in polisolfone e nelle vernici epossidiche per grandi serbatoi (>1000 L), ma solo con lavaggio o pulizia obbligatoria prima dell’uso e con migrazione non rilevabile (< 1 μg/kg). Sono inoltre previste misure transitorie: gli oggetti monouso e anche quelli riutilizzabili possono essere commercializzati fino al 20 luglio 2026 (con alcune limitate proroghe fino al 20 gennaio 2028).

Per le aziende significa controllare formulazioni, fornitori e dichiarazioni di conformità, con particolare attenzione agli imballaggi riciclati. Diventa quindi centrale dotarsi di metodi analitici in grado di garantire limiti di rilevabilità adeguati.

Rischio Bisfenolo in packaging & alimenti

Oggi l’uso del Bisfenolo A (BPA) in Europa è fortemente ridotto rispetto al passato, soprattutto nei materiali a contatto con alimenti. I bisfenoli sono stati utilizzati nella produzione di materiali a contatto con alimenti in policarbonato (ad esempio stoviglie, bottiglie riutilizzabili per bevande, contenitori per la conservazione), nei rivestimenti interni in resina epossidica delle lattine, nella carta termica e in alcuni giocattoli. Per quanto riguarda gli alimenti, i prodotti in scatola – in particolare carne e pesce – sono risultati tra i più esposti, poiché i bisfenoli possono migrare dai rivestimenti interni delle lattine al contenuto.

Nel tempo, altri bisfenoli (come BPS e BPF) sono stati impiegati in sostituzione, sebbene anch’essi oggetto di crescente attenzione regolatoria.

La crescente introduzione di obblighi di contenuto minimo di riciclato, rafforzata dal nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR), sta accelerando l’impiego di materiali riciclati anche nei materiali a contatto con alimenti. Questa evoluzione, strategica per l’economia circolare, richiede tuttavia un’attenzione sempre maggiore alla qualità e alla sicurezza delle materie prime secondarie.

Anche dopo i processi di riciclo, contaminanti come BPA, BPS e BPF possono persistere nei materiali post-consumer e migrare negli alimenti, soprattutto se le fasi di decontaminazione non sono pienamente efficaci. Studi recenti hanno evidenziato la presenza di bisfenoli in plastiche riciclate e la loro migrazione nei simulanti alimentari. Analogamente, nei materiali a contatto con alimenti contenenti fibre riciclate (come carta e cartone), i bisfenoli possono derivare da carta termica o inchiostri contaminati, rendendo necessari controlli analitici specifici per garantire la sicurezza del prodotto finale.

Alla luce delle evidenze disponibili, nei materiali riciclati è opportuno non limitare il monitoraggio ai soli bisfenoli, ma estenderlo anche ad altri potenziali contaminanti — come benzene, stirene, oli minerali, ftalati e altre sostanze derivanti da precedenti cicli d’uso o da processi di degradazione — al fine di garantire la sicurezza e la conformità dei materiali a contatto con alimenti.

Ultime allerte di sicurezza alimentare

Dal 1° gennaio 2025 sono state segnalate diverse allerte sui bisfenoli: tre per migrazione di Bisfenolo A (BPA) da bottiglie in alluminio, piastre da forno e lattine, una per presenza di BPA nel latte, e un’allerta per migrazione di Bisfenolo S (BPS) da box per pizza. (Fonte dati: Safety HUD)

Nel 2023, l’EFSA ha stabilito che anche quantità molto basse di BPA possono essere pericolose per la salute. La dose giornaliera tollerabile è stata ridotta a 0,2 ng/kg di peso corporeo, un livello che può essere facilmente superato con l’alimentazione. I rischi principali riguardano il sistema immunitario, che può essere compromesso anche da piccole dosi, e il sistema endocrino, con possibili alterazioni degli ormoni e dei processi biologici che regolano lo sviluppo, il metabolismo e la fertilità.

Altri bisfenoli, spesso usati come alternative al BPA, richiedono attenzione: studi preliminari indicano che possono agire sul sistema endocrino in modo simile, influenzando sviluppo sessuale, fertilità, metabolismo e funzione tiroidea.

Per le aziende alimentari è quindi fondamentale fare un’analisi del rischio continua: controllare tutti i materiali a contatto con gli alimenti, identificare le possibili fonti di contaminazione e considerare l’esposizione cumulativa dei consumatori, soprattutto dei gruppi più vulnerabili.

Autori: Francesca Faraon & Cinzia Pellicorio

Il supporto di Mérieux NutriSciences

Mérieux NutriSciences offre un approccio integrato per garantire la sicurezza degli alimenti e del packaging, supportando le aziende lungo l’intera filiera produttiva. Le nostre soluzioni comprendono:

  • Consulenza tecnico-regolatoria-normativa e supporto per l’ analisi del rischio
  • Analisi avanzate per la rilevazione e quantificazione (anche a livelli di traccia) dei bisfenoli mediante LC-MS/MS in matrici alimentari e packaging
  • Un portafoglio di tools digitali per il monitoraggio di allerte, normative e limiti di legge per alimenti e packaging a livello globale. 

Pagine correlate