Biossido di titanio come colorante: a che punto siamo?
Dallo scorso 7 agosto, in forza del regolamento UE 2022/63, pubblicato il 14 gennaio 2022, il biossido di titanio non è più utilizzabile in Europa come colorante alimentare.
Il veto riguarda le nuove produzioni a partire dal 7 agosto, mentre i prodotti in commercio potranno essere venduti fino al termine minimo di conservazione o alla data di scadenza. La decisione trae origine dal parere pubblicato nel maggio 2021 dagli esperti dell’EFSA che non hanno escluso problemi di genotossicità legati all’impiego del citato additivo alimentare. Il biossido di titanio (E171) è solitamente utilizzato per conferire colore bianco a molti alimenti: prodotti da forno, creme spalmabili, zuppe, salse, condimenti per insalate ed integratori alimentari.
I divieti nei diversi Paesi
Per la Francia, il divieto di immettere sul mercato alimenti contenenti biossido di titanio (E171) era già applicabile dal 1° gennaio 2020. Anche la Svizzera, a seguito della pubblicazione del citato regolamento europeo, ha bandito l’utilizzo del biossido di titanio come additivo alimentare, mediante una modifica, entrata in vigore il 15 marzo 2022 con un periodo transitorio di sei mesi, dell’ordinanza sugli additivi alimentari. Il divieto di impiego del biossido di titanio è scattato anche in Yemen dallo scorso settembre, mentre in Arabia Saudita dallo scorso ottobre. In Israele lo stesso divieto avrà inizio dal prossimo giugno. Si segnala, inoltre, che un disegno di legge che mira a vietare l’uso del biossido di titanio nella fabbricazione di alimenti è pendente presso la Câmara dos Deputados brasiliana.
Da quando è stato bandito l’uso di tale additivo in Unione Europea, si sono avuti alcuni richiami per la presenza di E171 principalmente in decorazioni dolciarie, integratori alimentari e salse in Francia, Spagna, Croazia (come si evince dallo studio dei dati prodotti con Safety HUD).
Alternative al biossido di titanio
Attualmente si stanno studiando alternative al tipico colore bianco del biossido di titanio. Si segnala ad esempio uno spin-off dell’Università di Cambridge (Regno Unito) che propone delle soluzioni grazie all’applicazione di principi di biomimetica, che si propone di replicare specifiche condizioni naturali come quelle offerte dalla struttura fisica dell’esoscheletro bianco abbagliante dello scarabeo asiatico Cyphochilus. Questo coleottero, infatti, presenta un esoscheletro organizzato in piccole scaglie ellittiche, costituite da una struttura porosa, che permette alla luce di riflettersi in un modo del tutto particolare, restituendo un colore bianco.
Ad oggi i ricercatori hanno replicato la struttura delle fibre dell’esoscheletro concentrandosi sulla cellulosa, un materiale che può essere ottenuto dagli scarti dell’industria alimentare.Per seguire gli sviluppi normativi inerenti il biossido di titanio, puoi restare aggiornato grazie al servizio online Regulatory Update.

