Bando francese sui pfas nei cosmetici e intensificazione dei monitoraggi ambientali
Adottata definitivamente dall’Assemblea Nazionale francese la proposta di legge che prevede il divieto di molti prodotti contenenti PFAS. Poiché l’Assemblea nazionale ha adottato il testo negli stessi termini del Senato, la proposta di legge è considerata definitivamente adottata. Manca solo la firma presidenziale per farla diventare legge.
Banditi i PFAS in alcuni prodotti
Dal 1 gennaio 2026 sarà bandita la fabbricazione, l’importazione, l’esportazione e l’immissione sul mercato di questi prodotti contenenti PFAS:
- cosmetici
- prodotti in cera per lo sci
- indumenti, calzature e agenti impermeabilizzanti idrorepellenti (e dal 2030 in tutti i tessili, ad eccezione dell’equipaggiamento protettivo per la difesa e i servizi di emergenza)
Il testo non include stoviglie e pentole da cucina, inizialmente inserite nella proposta.
Promosso un piano di monitoraggio e azioni sulle acque ad uso umano
Il Ministro della prevenzione dei rischi, in collaborazione con il Ministro della salute, deve realizzare e pubblicare online, con aggiornamenti annuali, una mappa che elenchi tutti i siti in cui si sono verificati scarichi ed emissioni di sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche. La mappa, quando disponibile, includerà dati quantitativi, misure di bonifica e soglie massime consentite. Le aziende che scaricano PFAS verranno multate in proporzione ai grammi di PFAS immessi nell’ambiente.
Inoltre, entro un anno dalla promulgazione della legge, il Governo presenterà al Parlamento una relazione con proposte per aggiornare gli standard sanitari relativi alle acque destinate al consumo umano, in considerazione delle sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche.
Conseguenze per le industrie
Produttori, importatori e rivenditori devono prepararsi ad affrontare nuove sfide: i marchi di cosmetici dovranno sostituire gli ingredienti a base di PFAS, mentre le aziende tessili dovranno trovare tecnologie impermeabilizzanti alternative. Gli impianti industriali devono implementare strategie di riduzione dei PFAS per evitare sanzioni e rispettare i limiti di scarico.
Un quadro europeo frammentato
In attesa dei risvolti conseguenti alla richiesta di restrizione universale dei PFAS presentata da alcuni Stati Membri nell’ambito del regolamento REACH, altri Stati membri, come in questo caso la Francia, procedono con divieti nazionali. Poiché i diversi Paesi applicano tempistiche e restrizioni diverse, le aziende devono navigare in una complessa rete di norme nazionali.
Possibili soluzioni?
Monitorare il quadro legislativo internazionale e avere la consapevolezza dei PFAS presenti nei prodotti, ma anche negli scarichi, nelle emissioni e nei rifiuti.
Mérieux NutriSciences è in grado di testare la presenza di PFAS nei cosmetici, oltre che in tutte le matrici ambientali (acqua, emissioni, rifiuti, terreni) e nel packaging.

