Gestione Allergeni: verso un approccio EU più scientifico e data-driven
Le allergie alimentari sono in costante aumento, con un impatto significativo sulla salute pubblica e sulla sicurezza alimentare. Per chi soffre di allergie, anche tracce minime di un allergene possono scatenare reazioni gravi e improvvise, fino allo shock anafilattico, una condizione potenzialmente letale che richiede un intervento immediato. Gestire correttamente gli allergeni è una responsabilità fondamentale per tutte le aziende del settore alimentare, chiamate a garantire sicurezza, trasparenza e tutela del consumatore in ogni fase della filiera: dalla produzione alla somministrazione, fino all’etichettatura e alla comunicazione al cliente.
Allergeni: Ultime allerte globali
Da gennaio 2026 Safety HUD ha registrato oltre 1.000 notifiche associate alla presenza non dichiarata o accidentale di allergeni negli alimenti.
Tra quelli più frequentemente rilevati emergono uova, crostacei, latte e grano/glutine. Tra le categorie maggiormente coinvolte figurano piatti pronti e snack, cereali e prodotti da forno, ma non solo.
Normativa EU
In Europa il principale riferimento normativo in materia resta il Reg. (UE) n. 1169/2011, che stabilisce l’obbligo di indicare in etichetta i 14 principali allergeni alimentari quando presenti intenzionalmente negli alimenti. Queste sostanze devono essere evidenziate in modo chiaro, così da consentire ai consumatori di effettuare scelte sicure e consapevoli.
Oggi, però, il dibattito si concentra soprattutto sulla PAL (Precautionary Allergen Labelling), ovvero l’etichettatura precauzionale degli allergeni.
Indicazioni come “può contenere tracce di…” o “prodotto in uno stabilimento che utilizza…” sono nate per segnalare il rischio di contaminazioni crociate accidentali. Nel tempo, tuttavia, il loro utilizzo è diventato spesso disomogeneo e, in molti casi, eccessivamente prudenziale.
Ed è proprio su questo aspetto che la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica con l’obiettivo di definire criteri armonizzati per l’utilizzo della PAL, introducendo un approccio più scientifico e basato sulla reale valutazione del rischio.
L’intento è evitare che l’etichettatura precauzionale venga utilizzata come semplice strumento “difensivo”, trasferendo il rischio al consumatore invece di gestirlo attraverso processi produttivi efficaci.
Parallelamente, anche l’OMS e la FAO stanno sviluppando modelli quantitativi per la valutazione del rischio allergenico, introducendo “reference doses” e criteri condivisi per stabilire quando una contaminazione accidentale giustifichi effettivamente l’uso di una dicitura precauzionale.
Il messaggio delle istituzioni è chiaro: l’indicazione “may contain” non può sostituire una gestione strutturata e sistematica del rischio.
Autore: Cinzia Pellicorio
Il supporto di Mérieux NutriSciences
Mérieux NutriSciences affianca le aziende del settore alimentare con un supporto completo e integrato lungo tutta la filiera: dalla valutazione dei rischi all’identificazione e gestione dei punti critici di contaminazione, fino al monitoraggio continuo delle allerte internazionali e dell’evoluzione normativa. A questo si aggiungono attività di analisi di laboratorio avanzate, caratterizzate da elevata sensibilità e precisione.
Un approccio che consente non solo di garantire la conformità normativa e ridurre i rischi operativi, ma anche di rafforzare in modo continuo l’efficacia dei sistemi di controllo qualità e la fiducia lungo l’intera catena del valore.

