Erbe & Spezie 2026: criticità, sfide e soluzioni 

Il comparto delle erbe aromatiche e delle spezie rappresenta oggi una delle filiere agroalimentari maggiormente esposte, per quanto riguarda la sicurezza alimentare, l’autenticità e il rispetto delle normative. 

La globalizzazione degli approvvigionamenti, la crescente complessità delle supply chain, la variabilità delle produzioni agricole e l’inasprimento dei requisiti normativi stanno infatti determinando un significativo incremento del livello di rischio associato a queste matrici.

Nel solo periodo compreso tra gennaio 2026 e oggi, il settore è stato interessato da oltre 300 notifiche ufficiali tra allerte sanitarie e casi di frode rilevati dai sistemi di controllo e dalle autorità competenti internazionali. Un dato che conferma come erbe aromatiche e spezie rientrino oggi tra le categorie merceologiche maggiormente monitorate dalle autorità sanitarie e dagli operatori della filiera alimentare.

Le criticità, secondo i dati a livello globale di Safety HUD, riguardano contaminazioni di natura chimica, biologica e fisica, nonché fenomeni di frode alimentare. 

Tra le non conformità più frequentemente rilevate si segnalano la presenza di residui di pesticidi oltre i limiti consentiti, contaminazioni da aflatossine, ocratossina A e alcaloidi pirrolizidinici, nonché la presenza di metalli pesanti come il piombo. Si riscontrano inoltre contaminazioni da MOSH/MOAH e IPA, l’impiego di additivi non autorizzati, errori di etichettatura e la presenza di corpi estranei quali frammenti di plastica, vetro o metallo.

Le principali frodi riguardano la contraffazione dei prodotti e forme di etichettatura ingannevole o falsa.

Tra i Paesi maggiormente coinvolti nelle notifiche figurano Cina, India, Vietnam e Giappone, mentre una quota rilevante delle segnalazioni non dispone di informazioni complete sulla tracciabilità.

Tali criticità sono accentuate dalla struttura stessa della filiera, caratterizzata da catene di approvvigionamento lunghe e frammentate, spesso distribuite su più continenti e articolate in numerosi passaggi intermedi. La complessità del sistema non dipende esclusivamente dal Paese di origine, ma soprattutto dall’efficacia dei sistemi di controllo e dal livello di trasparenza garantito lungo l’intero percorso produttivo.

Prevenzione & Controllo 

La sicurezza alimentare non può più basarsi soltanto su controlli reattivi effettuati sul prodotto finito. La crescente complessità delle filiere globali, la varietà delle origini delle materie prime e l’elevata esposizione a rischi di contaminazione e frodi rendono infatti indispensabile un approccio preventivo e strutturato.

In questa prospettiva, la sicurezza non va intesa come un momento finale di verifica, ma come un processo continuo e integrato che accompagna tutte le fasi della filiera, dalla produzione primaria alla trasformazione fino alla distribuzione.

L’obiettivo non è soltanto individuare le non conformità, ma soprattutto prevenirle, riducendo la probabilità che si verifichino attraverso una gestione anticipata dei rischi e il rafforzamento dei sistemi di tracciabilità e controllo lungo l’intera catena produttiva. 

Un sistema moderno di gestione del rischio si fonda quindi su un insieme coordinato di strumenti, tra cui:

  • qualificazione rigorosa e continuativa dei fornitori, con monitoraggio delle performance nel tempo e non solo dei requisiti iniziali
  • valutazione preventiva del rischio di approvvigionamento, che considera area geografica, condizioni climatiche, pratiche agricole, processi di essiccazione e storico delle non conformità
  • programmi strutturati di prevenzione delle frodi alimentari, particolarmente rilevanti in questo settore per fenomeni di adulterazione, sostituzione di specie o diluizione
  • piani di campionamento basati sul rischio, che concentrano i controlli analitici sulle materie prime più critiche o provenienti da aree ad alto rischio
  • controlli analitici avanzati e multi-tecnologici, per una copertura completa dei pericoli chimici, microbiologici e di autenticità
  • audit periodici presso coltivatori, essiccatori, trasformatori e trader
  • sistemi digitali di tracciabilità end-to-end, fondamentali per garantire trasparenza lungo filiere spesso lunghe e frammentate

In questo modello, il laboratorio non rappresenta più un semplice filtro finale, ma diventa un pilastro strategico della prevenzione.

Nel settore delle erbe e delle spezie, le attività analitiche coprono un insieme integrato di controlli che spaziano dai residui di pesticidi — spesso critici per materie prime provenienti da aree con normative o pratiche agricole differenti — fino alla ricerca di micotossine, particolarmente rilevanti per condizioni non sempre ottimali di essiccazione e stoccaggio. A questi si aggiungono la verifica dei metalli pesanti (come piombo, cadmio, mercurio e arsenico), legati a possibili contaminazioni ambientali, e l’analisi di contaminanti da processo come MOSH/MOAH, introdotti lungo le fasi di lavorazione, trasporto o confezionamento.

Un ulteriore ambito riguarda la formazione di IPA (idrocarburi policiclici aromatici), che può verificarsi durante processi di essiccazione non adeguatamente controllati, insieme alle analisi microbiologiche, fondamentali per la rilevazione di patogeni e contaminazioni igienico-sanitarie tipiche delle matrici essiccate. Completano il quadro i controlli di autenticità botanica e geografica, basati anche su tecniche molecolari e fingerprint analitici, e la rilevazione di eventuali adulterazioni, come sostituzioni di specie, aggiunte di materiali estranei o miscele non dichiarate.

L’integrazione di tutti questi strumenti consente di superare un approccio fondato esclusivamente sulla conformità normativa, evolvendo verso un modello di food safety intelligence.

In questa prospettiva, la gestione del rischio non si limita più al rispetto delle regole, ma diventa un sistema proattivo e strutturato, in cui prevenzione, tutela del consumatore e salvaguardia del valore commerciale risultano strettamente interconnessi e parte integrante di un’unica strategia.

Autore: Cinzia Pellicorio

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