Decreto Terra dei Fuochi: nuove regole e valore della classificazione rifiuti
Il Decreto-Legge 8 agosto 2025, n. 116, convertito nella Legge 147/2025 e conosciuto come “Terra dei Fuochi”, introduce regole più severe contro i reati ambientali.
Il provvedimento aggiorna il Codice Penale, il Testo Unico Ambientale (d.lgs. 152/2006) e la normativa sulla responsabilità delle imprese (D.lgs. 231/2001). Il risultato è un generale aumento delle sanzioni per chi viola le norme ambientali, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dell’ambiente e rendere più efficace il contrasto agli illeciti, in particolare quelli legati alle ecomafie. La normativa, applicabile su tutto il territorio nazionale, coinvolge in modo più diretto anche le imprese, chiamate a un maggiore presidio dei propri processi.
Decreto Terra dei Fuochi, le principali novità: maggiore rigore nella gestione dei rifiuti
Tra gli aspetti più rilevanti introdotti dal decreto vi è una revisione strutturata delle violazioni legate alla gestione dei rifiuti.
- Abbandono dei rifiuti: il legislatore ha introdotto un sistema articolato su tre livelli di gravità crescente, superando la precedente impostazione indistinta e prevedendo sanzioni proporzionate alla condotta.
- Deposito temporaneo: particolare attenzione è posta al rispetto dei limiti quantitativi e temporali, alla corretta separazione per categorie omogenee e alla tenuta della documentazione, elementi essenziali per evitare sanzioni.
- Classificazione dei rifiuti: assume un ruolo ancora più centrale; errori nell’attribuzione del codice EER, la miscelazione di rifiuti incompatibili, l’utilizzo di contenitori non idonei possono determinare conseguenze rilevanti anche sotto il profilo penale.
- Tracciabilità documentale: viene rafforzata; la corretta gestione di registri e formulari diventa strategica, anche alla luce delle nuove disposizioni legate al RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), che introduce ulteriori obblighi e specifiche sanzioni.
Nel nuovo scenario normativo, il Modello 231 si conferma uno strumento chiave per le imprese: se da un lato aumentano i rischi sanzionatori, dall’altro adeguarsi correttamente consente non solo di prevenirli, ma anche di trasformare la conformità ambientale in un vantaggio competitivo, sempre più rilevante per stakeholder e criteri ESG.
Classificazione dei rifiuti: un passaggio chiave per i produttori
In questo scenario, la classificazione dei rifiuti assume un ruolo centrale, soprattutto per i produttori, che restano responsabili lungo tutta la filiera.
Il processo prevede l’attribuzione del corretto codice EER (Elenco Europeo dei Rifiuti) e, nel caso di rifiuti pericolosi, la determinazione della classe di pericolo. Questo richiede una valutazione tecnica basata sulle caratteristiche del rifiuto e, spesso, su analisi chimiche.
Particolare attenzione va ai cosiddetti rifiuti “mirror entry”, la cui classificazione non può essere definita a priori e richiede indagini analitiche per determinare la presenza e la concentrazione di sostanze pericolose.
Una classificazione errata può compromettere l’intera gestione del rifiuto, con impatti su trasporto, trattamento e destinazione finale, oltre a rilevanti responsabilità per il produttore.
Il supporto del laboratorio nella caratterizzazione e classificazione
Il nostro laboratorio affianca i produttori – con approccio tecnico specialistico – nella caratterizzazione dei rifiuti, nella definizione del piano di campionamento e nella redazione della documentazione tecnica.
Attraverso analisi mirate, è possibile identificare correttamente il codice EER e definire il piano di prova più adeguato per la classificazione, inclusa la determinazione delle classi di pericolo.
Le analisi consentono inoltre di valutare la destinazione finale del rifiuto, distinguendo tra smaltimento, recupero (ad esempio per recuperi ambientali, recuperi di materia e recuperi energetici) e possibilità di riciclo come sottoprodotto, in conformità alla normativa europea.
Il servizio copre l’intero ciclo di gestione: dalla consulenza normativa alla gestione operativa, inclusa l’assistenza su deposito temporaneo, RENTRI e ADR, garantendo la conformità nelle fasi di trasporto, imballaggio, etichettatura e stoccaggio, nonché nella gestione della documentazione.
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