Separabilità dei componenti non cartari: un modo per valorizzare i diversi componenti nel fine vita

Separabilità Carta

Al fine di aumentare la funzionalità degli imballaggi, spesso essi vengono realizzati in materiali differenti.

La carta viene accoppiata alla plastica per diversi motivi: per esempio aumentare l’effetto barriera e proteggere il contenuto dell’imballaggio, oppure creare delle aree trasparenti per meglio visualizzarlo.

E’ possibile pensare che i due materiali possano essere separati dagli utilizzatori finali prima del conferimento nella raccolta differenziata, in modo da migliorare l’efficienza complessiva dei sistemi di raccolta e di riciclo?

Si, ma quando e in che termini?

Il CONAI, nelle recenti “Linee guida per una etichettatura ambientale obbligatoria degli imballaggi, da una definizione di separabilità: Si considera separabile manualmente una componente che l’utente può separare completamente (salvo eventuali residui irrisori di materiale che possono restare adesi dopo la separazione), e senza rischi per la sua salute e incolumità, dal corpo principale con il solo utilizzo delle mani e senza dover ricorrere a ulteriori strumenti e utensili.

Distinguere gli elementi realmente separabili

Avere a disposizione un criterio oggettivo e misurabile consente di distinguere i componenti realmente separabili dalla componente cartacea al fine di poterli esentare dalla valutazione della riciclabilità, che per la carta ha già un riferimento chiaro e preciso, il metodo Aticelca 501, basato sulla norma UNI 11743:2019.

Il Metodo Aticelca 502

Per questi motivi  Aticelca  ha sviluppato il metodo 502, che misura la separabilità di costituenti non cartacei (finestre, maniglie, chiusure, etichette, strati pelabili, etc.) di prodotti cartari.

Il metodo è applicabile a tutti i materiali e prodotti composti da due o più costituenti in cui almeno uno di essi è a prevalenza cellulosica e possa essere avviato a riciclo nella carta.

Tenere conto delle situazioni reali

Al di là della definizione di separabilità, il metodo tiene conto di ciò che avviene nella realtà, quindi della reale possibilità da parte dell’utente finale di comprendere e riuscire a dividere la carta dal resto delle componenti. Il metodo quindi va a valutare:

  • La presenza dell’indicazione di rimuovere la parte
  • La comprensibilità delle indicazioni di rimuovere la parte
  • La comprensibilità dell’operazione da compiere per separare la parte
  • Il tempo di separazione
  • La completezza della separazione

Un supporto alla progettazione del packaging

Il metodo costituisce uno strumento utile a consentire e promuovere l’eco-design, in termini di progettazione di manufatti che possano essere meglio separati per essere avviati alla raccolta differenziata nelle loro diverse componenti.

Il lavoro del laboratorio

La bozza di metodo è stata redatta da un gruppo di lavoro di esperti del settore e validata da una sperimentazione presso 4 laboratori. Uno di questi è il laboratorio packaging di Mérieux NutriSciences Italia, dove, al termine dell’iter, sarà possibile eseguire la prova.