Determinazione di ossido di etilene e ossido di propilene

ossido di etilene

Dopo un anno e mezzo dalla prima notifica sulla presenza di residui di ossido di etilene in semi di sesamo, in Belgio, nei primi tre mesi del 2022 continuano a registrarsi numerose segnalazioni. Il tool di monitoraggio di allerte alimentari sviluppato e gestito da Mérieux NutriSciences rileva infatti 284 notifiche su tutto il territorio europeo.

A livello europeo continua ad essere un argomento dibattuto, infatti durante l’incontro del 24 marzo 2022 gli Stati Membri hanno discusso sulla possibilità di modificare il Regolamento (UE) 231/2012 in merito alla presenza di ossido di etilene negli additivi alimentari.

La contaminazione da ossido di etilene ha messo alla prova le industrie alimentari di diversi settori: prodotti da forno, lattiero-caseario e dei gelati, industrie conserviere e di integratori alimentari.

L’ossido di etilene è un fumigante tipicamente utilizzato per la sterilizzazione e disinfezione dei dispositivi medici. Applicato per uso alimentare in alcuni Paesi extra europei di importazione, l’ossido di etilene viene impiegato per il trattamento del suolo, dei luoghi di stoccaggio e degli alimenti stessi.

Alternative all’ossido di etilene

Di fronte a una realtà che vede ancora protagonista l’ossido di etilene e considerando l’impatto che tale contaminazione ha causato su numerosi business alimentari, esistono delle possibili alternative?

I trattamenti alternativi all’ossido di etilene possono essere di tipo fisico quali calore o radiazioni, o di tipo chimico, utilizzando quindi altri fumiganti che non creino danni ai prodotti alimentari, non lascino residui pericolosi e che siano sicuri per l’impiego in alimenti e ammessi nei mercati internazionali.

Per alcune sostanze con proprietà antimicrobiche, esistono esperienze d’uso, sperimentali o applicative, come decontaminanti alimentari; alcuni esempi sono l’ossido di propilene, bromuro di metile, diossido di cloro, formaldeide, ozono, ecc.

Mérieux NutriSciences centra il focus sull’ossido di propilene

L’ossido di propilene è un compostochimico utilizzato per tenere sotto controllo infestazioni e sviluppo microbico in alcuni prodotti alimentari come erbe e spezie e frutta secca.

Negli Stati Uniti, è consentito come tecnica di controllo e riduzione microbica, come l’ossido di etilene e l’irradiazione, e il Code of Federal Regulations ne definisce le tolleranze di residuo in alcuni alimenti. In Europa, invece, non è ammesso per l’impiego nei prodotti fitosanitari. Pertanto, ai sensi del Regolamento (CE) 396/2005, non essendo previsti limiti specifici, va applicato il limite di default pari a 0,01 mg/kg.

Mérieux NutriSciences ha dato e dà supporto alle aziende agroalimentari, zootecniche e di integratori alimentari per rispondere tempestivamente all’allerta di sicurezza alimentare legata all’ossido di etilene.

Allo stesso modo, disponendo di tecnici esperti di chimica, è oggi in grado di proporre anche la determinazione di ossido di propilene e dei suoi metaboliti 1-cloro-2-propanolo e 2-cloro-1-propanolo su matrici alimentari, integratori e mangimi.