Testare la “separabilità” del packaging in carta

La domanda mondiale di carta e cartone è cresciuta costantemente negli ultimi 20 anni.  La spinta maggiore è data dal packaging: molte soluzioni in carta sono gradite ai consumatori e le limitazioni legislative all’uso della plastica monouso hanno fatto crescere le applicazioni della carta anche in ambiti diversi dai quali questa era solitamente impiegata.

Il metodo Aticelca 502

Per massimizzare l’efficienza del riciclo della carta, è importante che questa sia conferita il più possibile pura, priva di materiali diversi dalla carta stessa.
Chi progetta il packaging oggi ha uno strumento in più per favorire questo processo: il metodo ufficiale Aticelca 502 sulla separabilità della carta dai componenti non cartari.

La carta viene accoppiata ad altri materiali, per esempio alla plastica, per diversi motivi: per aumentare l’effetto barriera e proteggere il contenuto dell’imballaggio, oppure creare delle aree trasparenti per meglio visualizzarlo.

Il metodo Aticelca 502 misura la separabilità di costituenti non cartacei (finestre, maniglie, chiusure, etichette, strati pelabili, etc.) di prodotti cartari. Il metodo è applicabile a tutti i materiali e prodotti composti da due o più costituenti in cui almeno uno di essi è a prevalenza cellulosica e possa essere avviato a riciclo nella carta.

Il packaging in carta che necessita di componenti non cartari può comunque mantenere inalterato il grado di riciclabilità della carta offrendo al cittadino la possibilità di separare quanto diverso, valorizzando i diversi flussi di raccolta differenziata.

Il cittadino al centro

Un sondaggio Doxa del 2021 rivela come i cittadini siano disposti ad attivarsi con gesti quotidiani come quello della separazione delle componenti e della corretta raccolta differenziata: nel caso in questione, l’azione di separazione è in mano ai consumatori, quindi il metodo prevede che questi siano agevolati per quanto possibile in questo gesto. Visibilità dell’informazione, semplicità dell’operazione, nessuna presenza di residui: solo in tal modo possiamo rendere “piacevole” il gesto di separazione e farlo entrare nelle abitudini quotidiane dei cittadini. L’esistenza di un metodo scientifico ufficiale garantisce che queste caratteristiche vengano rispettate.

Il laboratorio

Il metodo viene eseguito in laboratorio, attraverso il coinvolgimento di giudici addestrati e di strumentazione di misura. L’esistenza di una prassi ufficiale e codificata rende comparabili i risultati, così che sul mercato le condizioni di partenza di diversi produttori che decidono di lanciare un prodotto “separabile” siano veramente le stesse. Il claim “separabile” viene così correttamente supportato, senza il rischio di incorrere in greenwashing.

Il nostro laboratorio fa parte del gruppo di lavoro che ha contribuito alla costruzione del metodo, ed oggi è in grado di proporre test in accordo con Aticelca 502.