Behind the scenes con Emanuele Conte Business Unit manager

Capture of a serene mountain valley at sunrise with lush rice paddies and rustic huts.
Behind the scenes - Emanuele Conte

Iniziamo la serie di interviste #BehindTheScenes dedicate alla Divisione Pharma con Emanuele Conte, Business Unit Manager.

Iniziamo dal principio, quali e come sono stati i tuoi primi passi in azienda?
Ho iniziato nel 2008, appena laureato in Chimica e prima dell’acquisizione Mérieux NutriSciences, quando l’azienda si chiamava Chelab. Dal 2008 al 2012 sono stato analista chimico per la divisione ambientale: ho trascorso due anni molto belli in Sicilia dove ho iniziato ad acquisire esperienza nella gestione di laboratorio, e poi, la Sicilia è bellissima e ricca di storia per cui c’era sempre qualcosa di nuovo da scoprire.

Dopo l’acquisizione di Chelab da parte del gruppo Mérieux NutriSciences hai cambiato ruolo?
Sì, dal 2012 al 2016 ho ricoperto un nuovo ruolo, quello di Industrial Performance Manager per la divisione Food. Dal 2016 al 2021, sono passato alla divisione Pharma, Healthcare and Cosmetics come Operation manager, e dallo scorso anno ne sono il Business Unit Manager.

Hai avuto la possibilità di conoscere varie realtà del Gruppo Mérieux, cosa ti ha spinge a rimanere in quella farmaceutica?
Il nostro ambiente è molto stimolante, non ci si annoia mai. Il miglioramento deve essere continuo e questo rappresenta per noi una sfida, oltre che una grande responsabilità. E se è una necessità per tutti i settori, credo che per il pharma sia più pressante dal momento che i cambiamenti avvengono molto rapidamente. I nostri clienti, le aziende farmaceutiche con cui lavoriamo ogni giorno, sono delle eccellenze del tessuto industriale e ogni settimana abbiamo un audit diverso per accertare la corretta applicazione dei regimi di qualità – nei nostri laboratori operiamo secondo tre diversi regimi (GMP, GLP e ISO), una sfida importante per tutti i team coinvolti! A questi, si aggiungono le ispezioni effettuate da Enti Regolatori (FDA, AIFA, Ministeri etc.) finalizzate a mantenere lo status di certificazione della nostra divisione.

Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato?
L’affidabilità è ciò che i clienti, giustamente, pretendono da noi. La sfida più importante è stata quindi l’adeguamento ai requisiti di data integrity e data security. Un grande lavoro che ha visto coinvolti sia i responsabili della qualità, sia dei sistemi informatici al fine di implementare tutti i requisiti richiesti per la tracciabilità dei dati e rintracciabilità dei lavori effettuati nei vari laboratori.

Il periodo caratterizzato dalla pandemia da Covid-19 ha comportato un cambio di paradigma alla vostra divisione?
Assieme ai colleghi, che hanno dimostrato grande professionalità e spirito di adattamento, abbiamo riorganizzato velocemente turni e servizi per ridurre il numero di persone in ogni laboratorio e garantire non solo il rispetto dei decreti legislativi, ma soprattutto la sicurezza stessa di tutti. Senza contare il boom di richieste biocidi che hanno avuto un notevole impatto su tutte le funzioni della divisione, per rispondere celermente alle richieste del mercato e alla necessità di avere questi prodotti disponibili sugli scaffali. Vi ricordate? All’inizio non si trovavano da nessuna parte.

In ogni occasione parli sempre del team con cui lavori, ma quali sono le caratteristiche che ricerchi in una persona e quelle che preferiresti non trovare?
Cerco persone flessibili, ottimiste, precise e puntuali, con la voglia di imparare e migliorarsi, che sappiano lavorare bene con il resto del gruppo. Dal 2016 abbiamo raddoppiato il personale e questo la dice lunga sul lavoro in sinergia con tutte le figure coinvolte che lavorano nel pharma, non solo noi nella parte Operation ma anche con la parte commerciale e di Customer care che sono la nostra interfaccia con il cliente e ci riportano non solo i loro bisogni, ma anche le difficoltà che possono sorgere durante un progetto.

Prima hai parlato di continuo miglioramento della divisione Pharma, quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Stiamo crescendo e dovremmo riuscire ad ampliare gli spazi dei laboratori. Inoltre vogliamo anche continuare a espandere i nostri mercati all’estero e un mio sogno nel cassetto è la realizzazione di un network di laboratori internazionali dedicati al pharma e healthcare. Siamo conosciuti e apprezzati dalle realtà italiane e oggi iniziano a conoscerci e ad apprezzarci anche in Francia, Spagna e Germania. Credo che abbiamo grandi potenzialità per proseguire su questa strada e… magari dare anche una piccola accelerata.

Ultima domanda, la situazione più atipica che ti è capitata?
Premetto che non riguarda i nostri clienti, ossia le aziende con cui lavoriamo. A volte però si rivolgono a noi anche dei privati cittadini con delle richieste alla CSI. Dal momento che siamo un laboratorio di analisi e che le tecnologie interessano moltissimo, basti vedere il successo di queste serie TV e il proliferare anche di queste serie, posso capire l’interesse che ognuno di noi ha verso situazioni ignote e la volontà di capire meglio quello che ci circonda.