Acqua ad uso umano: nuovo approccio al monitoraggio a seguito del recepimento italiano della Direttiva europea

La Direttiva europea 2020/2184 sulle acque ad uso umano ha proposto un approccio alla sicurezza dell’acqua potabile basato sul rischio, attraverso la valutazione delle diverse caratteristiche dei vari bacini idrografici, sia nei punti di estrazione che nel sistema distributivo.
Affronta inoltre la questione dei contaminanti emergenti, sostanze scarsamente o per nulla normate in maniera armonizzata in Europa, ma che pongono serie preoccupazioni in termini di sicurezza a causa della loro presenza ubiquitaria e degli studi che ne confermano la pericolosità per la salute.

Tra le principali novità introdotte dalla Direttiva possiamo riassumere:

  • ricerca di nuovi parametri
  • ridefinizione del campo di applicazione
  • approccio alla sicurezza basato sull’analisi del rischio
  • requisiti minimi di igiene per i materiali a contatto con l’acqua ad uso umano
  • requisiti minimi dei prodotti chimici e dei materiali filtranti utilizzati per il trattamento dell’acqua
  • parametri e frequenze di controllo in funzione del quantitativo di acqua usata

Contaminanti emergenti

Tra questi i PFAS e il Bisfenolo A, accomunati, tra i vari aspetti, proprio dal fatto che precedentemente la loro concentrazione nelle acque non era normata, e dalla sfida che pongono in termini di rilevazione analitica.
Non si tratta degli unici contaminanti emergenti posti sotto la lente di ingrandimento: la Decisione di esecuzione (UE) 2022/679 integra il controllo di altri composti che destano preoccupazione (già citate nella suddetta Direttiva Europea): 17-betaestradiolo e nonilfenolo, determinando ulteriore chiara evoluzione normativa a riguardo delle acque destinate al consumo umano.
Riguardo i PFAS, la Commissione stessa si dà il termine del 12 gennaio 2024 per stabilire le linee guida tecniche sui metodi analitici per quanto riguarda il monitoraggio delle sostanze per- e polifluoro alchiliche comprese nei parametri «PFAS — totale» e «somma di PFAS», compresi i limiti di rilevazione, i valori di parametro e la frequenza di campionamento.
Riguardo il Bisfenolo A, questo è il primo ad essere incluso della Direttiva rispetto a un gruppo di interferenti endocrini individuato. Il valore di parametro basato sulla salute pari a 2,5 μg/l
Parliamo quindi di due categorie di composti considerati “utili” dall’industria per le loro proprietà, prodotti e utilizzati intenzionalmente per la fabbricazione di beni, che possono in maniera incontrollata e non intenzionale essere presenti in diversi comparti alimentari e ambientali, primo fra tutti l’acqua ad uso umano.

Cosa cambia con il recepimento italiano: alcuni focus

Il Decreto legislativo n° 18 del 23/02/2023 diventa il nuovo riferimento italiano per le acque ad uso umano, sostituendo il D.Lgs 02/02/2001 n.31, che viene quindi abrogato. Le prescrizioni del decreto saranno in vigore dal 21 marzo.

PFAS
Nello spirito della Direttiva, è confermata la lista dei PFAS da controllare a cui si aggiungono 4 molecole già anticipate da alcune leggi regionali italiane.

VALUTAZIONE DEL RISCHIO
L’approccio è basato non più solo su parametri obbligatori, ma anche su altri controlli addizionali a seconda di quanto emerge dalla valutazione del rischio sito-specifica: Regioni e Province dovranno effettuarla per la prima volta entro 12 luglio 2027 per i punti di prelievo delle acque destinate al consumo umano e entro 12 gennaio 2029 per tutta la filiera idropotabile

CAMPO DI APPLICAZIONE
L’Articolo 2 del Decreto rimarca in maniera molto chiara le acque che rientrano nell’ambito di applicazione del decreto sono:
(1) tutte le acque trattate e non trattate destinate ad uso potabile per preparazione di cibi bevande o altri usi domestici in locali pubblici e privati a prescindere dalla loro origine sia che siano fornite da rete , cisterne o bottiglie;
(2) tutte le acque utilizzate nell’impresa alimentare incorporate in alimenti o prodotti destinati al consumo umano nel corso della loro produzione preparazione, trattamento, conservazione o immissione sul mercato

GESTORI IDRICI
I soggetti ad obbligo di controllo si riferiscono alla rete di distribuzione idrica interna ed e esterna: nel primo caso ci si riferisce a titolare, amministratore direttore di qualsiasi soggetto responsabile del sistema idropotabile di distribuzione interno ai locali pubblici e privati collocato fra il punto di consegna e il punto d’utilizzo dell’acqua.

STRUTTURE PRIORITARIE
Per la prima volta vengono evidenziata alcune strutture definite “prioritarie” in termini di controllo e monitoraggio, per le quali è anche prevista la determinazione aggiuntiva dei parametri piombo e legionella: strutture sanitarie, alberghiere, ristorazione pubblica, caserme…

 Il supporto di Mérieux NutriSciences

Il team Consulting di Mérieux NutriSciences è a disposizione per effettuare la valutazione del rischio dell’acqua potabile nella distribuzione interna delle organizzazioni, al fine di definire un piano analitico specifico di monitoraggio.