Scientific writing: estratti vegetali come sostituti delle statine per ridurre il colesterolo
Federico Benetti – Direttore Esecutivo di ECSIN LAB, a Mérieux NutriSciences Company – ha partecipato alla pubblicazione del paper scientifico “Anticholesterolemic activity of three vegetal extracts (Artichoke, Caigua, and Fenugreek) and their unique blend” pubblicato su Frontiers in Pharmacology (2021).
Studi in vitro capaci di aprire la strada a nuove terapie
Il fegato è considerato uno degli organi più attivi del corpo umano, occupandosi della regolazione di molti processi critici, come la secrezione della bile e la disintossicazione metabolica. Il fegato regola inoltre l’omeostasi dei lipidi, tra i quali il colesterolo è senza dubbio uno dei più importanti. Infatti, il fegato è il sito principale per l’omeostasi del colesterolo, principalmente attraverso la biosintesi, l’assorbimento tramite recettori delle lipoproteine, rilascio di lipoproteine nel sangue, immagazzinamento tramite esterificazione e degradazione, e conversione in acidi biliari. L’incapacità del fegato di regolare l’omeostasi del colesterolo, con conseguente ipercolesterolemia, è nota per essere un punto chiave nello sviluppo di malattie cardiovascolari, come le coronaropatie (CAD), legate al progressivo accumulo di colesterolo a livello della placca aterosclerotica.
Ad oggi, le statine (come atorvastatina e fluvastatina.) sono i farmaci più prescritti per abbassare i livelli di colesterolo plasmatico ed epatico e, in risposta all’aumento dell’incidenza dell’ipercolesterolemia nella popolazione, il loro impiego è cresciuto esponenzialmente. Nonostante la loro innegabile efficacia, sono state sollevate alcune preoccupazioni concernente la sicurezza delle terapie a base di statine e monacoline. Pertanto, le terapie anticolesterolemiche basate su estratti vegetali nuovi e più sicuri e sulle loro miscele possono diventare un’opzione molto interessante per affiancare o sostituire le statine.
Sebbene gli studi in vivo rimangano l’approccio più affidabile per indagare l’effetto di nuove sostanze sul metabolismo epatico, per uno screening preliminare degli estratti vegetali per valutare efficacia e sicurezza di nuove formulazioni è preferibile l’approccio in vitro, il quale consente una valutazione puntuale dei meccanismi bersaglio responsabili del controllo del colesterolo.
Scopo dello studio
L’efficacia anticolesterolemica di tre estratti vegetali utilizzati nella medicina tradizionale – carciofo, caigua e fieno greco -, della loro nuova formulazione (ACFB) e dell’estratto di riso rosso fermentato contenente monacolina K (RYR), è stata studiata con un approccio in vitro (linea cellulare epatica HepG2) al fine di valutare il loro impatto sul colesterolo tramite l’analisi del colesterolo totale e libero degli epatociti, e della biosintesi degli acidi biliari.
I punti principali analizzati:
- Identificazione di specie tramite DNA barcoding. Il DNA barcoding è un sistema di identificazione molecolare basato sull’analisi della variabilità all’interno di una regione standard del genoma.
- UHPLC-ESI-HRMS analisi untarget di ACFB. L’analisi UHPLC-ESI-HRMS è stata effettuata per verificare il contenuto di sostanze attive all’interno della formulazione ACFB.
- Valutazione della citotossicità dei tre estratti vegetali, ACFB, e RYR. Prima di esplorare la potenziale attività anticolesterolemica dei tre estratti vegetali, ACFB, atorvastatina e RYR, è stato valutato il loro impatto sulla vitalità delle cellule HepG2 mediante analisi tossicologiche dose-dipendente.
- Effetto di estratti vegetali, ACFB e RYR sulla biosintesi degli acidi biliari – modello epatico in vitro. Uno dei principali meccanismi con cui il fegato regola il livello complessivo di colesterolo è via coleresi.
- Impatto di estratti vegetali, ACFB e RYR sulla biosintesi epatica del colesterolo – modello epatico in vitro. Il fegato è il sito principale per il mantenimento dell’omeostasi del colesterolo attraverso numerosi meccanismi, come la biosintesi, l’assorbimento attraverso i recettori delle lipoproteine a bassa densità (LDLr), il rilascio di lipoproteine nel sangue, l’immagazzinamento tramite esterificazione, la degradazione e la conversione in acidi biliari.
Risultati
Questo è il primo studio che indaga l’attività anticolesterolemica di una nuova formulazione e i risultati suggeriscono che la combinazione di principi attivi in una miscela unica potrebbe potenziare i loro effetti curativi, fornendo potenzialmente terapie complementari a quelle a base di statine per l’iperlipidemia e le complicazioni correlate all’ipercolesterolemia.
Sebbene i risultati degli esperimenti in vitro non possano essere direttamente ricondotti agli effetti clinici antilipidemici e anticolesterolemici, tali studi potrebbero essere d’aiuto nello screening di nuovi estratti e composti vegetali per verificarne la sicurezza e l’efficacia anticolesterolemica, iniziando a delineare il meccanismo attraverso il quale il colesterolo viene abbassato.

