Scientific writing: Nanotecnologie per la somministrazione orale di insulina
Federico Benetti – Executive Director at ECSIN LAB, a Mérieux NutriSciences Company – ha partecipato alla pubblicazione del paper “A nanoemulsion/micelles mixed nanosystem for the oral administration of hydrophobically modified insulin” pubblicato su Drug Delivery and Translational Research (2021).
La strategia delle nanotecnologie applicata al settore biofarmaceutico
Ad oggi i pazienti sottoposti a terapia con insulina sono obbligati ad assumerla per via endovenosa, una soluzione spesso poco tollerata dai pazienti, soprattutto se impegnati in trattamenti cronici. Di conseguenza, la ricerca di una via di somministrazione alternativa e non invasiva è sicuramente un obiettivo interessante nel campo biofarmaceutico. Nel caso specifico, i ricercatori stanno investendo i loro sforzi nello sviluppo di terapie somministrate per via orale, soluzione ottimale poiché imiterebbero il percorso fisiologico dell’insulina endogena secreta attraverso il sistema portale.
A causa dell’elevata idrosolubilità e suscettibilità dell’insulina alla degradazione da parte degli enzimi intestinali, la sua somministrazione per via orale rimane una sfida. Le nanotecnologie sono una delle strategie adottate per aumentare la biodisponibilità orale dell’insulina: i nanocarrier a base lipidica sono considerati particolarmente interessanti per la loro biocompatibilità e le proprietà stabilizzanti e di miglioramento dell’assorbimento dei costituenti lipidici.
Scopo dello studio
Il progetto di studio prevedeva di ideare, sviluppare e caratterizzare una nuova nanoemulsione destinata alla somministrazione orale di insulina modificata (HM-insulina), selezionando biomateriali con proprietà stabilizzanti, di penetrazione e mucodiffusive.
Risultati
Nella fase di valutazione in vitro, il nanocarrier contentente HM-insulina ha dimostrato possedere proprietà idonee, come buona stabilità, mucodiffusione, interazione con le cellule e assorbimento senza effetti citotossici. Tali risultati hanno quindi spinto verso un’ulteriore valutazione in vivo.
In seguito alla somministrazione intra-intestinale in ratti, sani e diabetici, è stata osservata una risposta ipoglicemica significativa – sebbene moderata -, più evidente nel modello diabetico.
In conclusione, le promettenti caratteristiche mostrate dalla formulazione e l’effetto significativo osservato in vivo, rendono la correlazione in vitro-in vivo interessante e utile.

