Interferenti endocrini nei materiali a contatto con alimenti

interferenti endocrini

Recentemente, gli organi ufficiali europei hanno classificato il bisfenolo A e quattro ftalati come interferenti endocrini. Queste sostanze chimiche possono essere presenti nei prodotti alimentari di ampio consumo. Poiché migrano dai materiali a contatto con gli alimenti come gli imballaggi di plastica.

Cosa sono gli interferenti endocrini?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), gli interferenti endocrini (sostanze chimiche dannose per il sistema endocrino) sono le sostanze chimiche che alterano le normali funzioni del sistema ormonale degli organismi viventi. E, per tale motivo, una sostanza che distrugge il sistema endocrino può avere effetti nocivi sulla salute. Si sospetta che gli interferenti endocrini siano associati ad alterazioni della funzione riproduttiva, un’aumentata incidenza di tumore alla mammella e problemi dello sviluppo infantile. E’ inoltre possibile che vi siano degli effetti tossici sul sistema immunitario.

La Commissione europea afferma che esistono prove evidenti secondo cui gli interferenti endocrini hanno effetti tossici sugli animali. Ad esempio, nei pesci maschi è stata dimostrata la femminilizzazione, ma si studiano anche i possibili effetti sull’uomo: malformazioni congenite, tumori, ritardato sviluppo sessuale e neuro-comportamentale.

L’Endocrine Disruption Exchange Network (TEDX), un istituto di ricerca senza scopo di lucro, suggerisce che alcuni pesticidi, metalli, prodotti per la cura personale, additivi alimentari e componenti di confezioni alimentari potrebbero comportare delle modifiche a livello endocrino.

Quali sono i materiali a contatto con gli alimenti?

Food Contact Materials (FCM) comprendono un’ampia varietà di materiali come plastica, carta, ceramica, metalli e inchiostro utilizzati negli imballaggi per alimenti. Ma anche contenitori per alimenti e altri articoli che entrano in contatto con gli alimenti.

L’imballaggio è un elemento essenziale nella produzione alimentare: protegge il cibo da alterazioni fisiche, chimiche e microbiologiche e promuove il prodotto incoraggiandone l’acquisto. Tuttavia, secondo l’EFSA, l’imballaggio può essere una fonte di contaminazione poiché la migrazione può avvenire da tali materiali con il trasferimento di sostanze chimiche o particelle negli alimenti. Per questo motivo, è stata emanata una legislazione specifica a livello nazionale e comunitario allo scopo di controllare la contaminazione e proteggere la salute dei consumatori. Negli ultimi anni, sono stati condotti numerosi progetti di ricerca sulla migrazione di additivi, residui e prodotti di nuova formazione. Secondo alcune organizzazioni non governative e organismi ufficiali europee si sospetta che alcune sostanze chimiche o particelle che possono migrare dai materiali a contatto con gli alimenti siano degli interferenti endocrini.

Interferenti endocrini: Bisfenolo A

Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica utilizzata per la produzione di plastiche in policarbonato chiare, rigide e leggere. Questo materiale è utilizzato soprattutto per preparare stoviglie e contenitori. Il BPA è anche un componente delle resine epossidiche utilizzate come vernici per rivestire prodotti in metallo come lattine e tappi per bottiglie. Il BPA può essere utilizzato anche come ritardante di fiamma. Secondo l’Endocrine Disruption Exchange Network (TEDX), il BPA è un additivo che si rileva in molti beni di consumo ampiamente utilizzati. Ed è uno dei prodotti chimici di maggiore volume prodotti in tutto il mondo.

2015

Un rapporto pubblicato nel 2015 dalla European Food Safety Agency (EFSA) ha dimostrato che il bisfenolo A può avere effetti collaterali su reni, ghiandola mammaria e fegato degli animali. Recentemente, i funzionari dell’EFSA hanno annunciato una rivalutazione della tossicità del bisfenolo A per meglio specificare tali esiti.

2017

Nel 2017, l’Agenzia francese per l’alimentazione, l’ambiente e la salute e sicurezza sul lavoro (ANSES) ha pubblicato una valutazione del rischio che identifica il bisfenolo A come un interferente endocrino. Ciò è dovuto ai suoi probabili effetti sulla riproduzione umana, in particolare per i danni alla fertilità e allo sviluppo del feto. Di conseguenza, a gennaio 2017, l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) ha classificato il bisfenolo A quale interferente endocrino e “Substance of Very High Concern” (SVHC). Il bisfenolo A dovrà quindi essere monitorato ai sensi del regolamento europeo REACH.

2018

Nel 2018, la Commissione europea ha pubblicato un nuovo Regolamento che restringe i limiti sull’uso del BPA negli imballaggi. Il Limite di Migrazione Specifica, che è la quantità massima di sostanza chimica autorizzata a migrare dagli imballaggi negli alimenti, è stato portato a 0,05 mg per kg di prodotto. Inoltre, il bisfenolo A, vietato nei biberon dal 2011, è stato escluso dalla produzione di qualsiasi materiale a contatto con alimenti destinato a bambini fino a 3 anni.

Interferenti endocrini: Ftalati

Gli ftalati sono utilizzati principalmente come plastificanti per aumentare la flessibilità, la trasparenza, la resistenza e la durata della plastica. La loro applicazione primaria è la fabbricazione di PVC (noto anche come “cloruro di vinile”). Secondo l’Endocrine Disruption Exchange Network (TEDX), più di tre milioni di tonnellate di ftalati sono prodotte annualmente in tutto il mondo.

In vari report di valutazione del rischio del 2005, l’EFSA ha riscontrato che vari ftalati hanno un effetto tossico sulla riproduzione. Ciò rispecchia quanto riscontrato dagli esperti dell’ECHA che, nel 2017, hanno aggiunto quattro ftalati all’elenco degli interferenti endocrini: DEHP, DBP, BBP e DIBP. Tali sostanze chimiche sono anche classificate come “Substances of Very High Concern” (SVHC). E pertanto devono essere monitorate ai sensi della legislazione europea REACH, anche se sono consentite nelle materie plastiche. Inoltre, nel suo Community Rolling Action Plan (CoRAP), l’ECHA ha aggiunto due ftalati a tale elenco. Affinché possano essere controllati ai sensi del regolamento REACH in ambito UE.

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Il Blue Paper di Mérieux NutriSciences contiene dati più specifici su bisfenolo A, ftalati e interferenti endocrini. Riceverai informazioni relative ai livelli di esposizione, ai rischi associati, alle misure di prevenzione, alle norme e alle prospettive normative e un’analisi particolare delle allerte RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed) sui prodotti alimentari. Inoltre, troverai un focus sulle altre sostanze provenienti da materiali a contatto con gli alimenti come MOSH e MOAH, PFAS e molti altri contaminanti.