Mérieux NutriSciences - DPR 120/2017 - Terre e rocce da scavo
28 Agosto 2017
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Terre e rocce da scavo: entrato in vigore il nuovo regolamento

Il 22 agosto 2017 è entrato in vigore il DPR 13 giugno 2017, n. 120, ovvero il nuovo, regolamento sulla “disciplina semplificata delle terre e rocce da scavo”, il quale abroga sia il DM n. 161/2012, che l’art. 184-bis, comma 2bis del TUA, nonché gli artt. 41, c.2 e 41-bis del DL n. 69/2013.

Sostanzialmente questo decreto rappresenta l’unico strumento normativo applicabile per consentire l’utilizzo delle terre e rocce da scavo quali sottoprodotti, provenienti sia da piccoli che da grandi cantieri, compresi quelli finalizzati alla costituzione o alla manutenzione di reti e infrastrutture.
Il DPR, che consta di 31 articoli e 10 allegati, si occupa altresì dei materiali da scavo gestiti come rifiuti e di quelli derivanti da attività di bonifica che presentano caratteristiche di qualità entro le C.M.A. della Tabella 1 allegato 5 al titolo V della parte IV del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.

E’ escluso dal campo di applicazione il materiale derivante da attività di escavo e attività di posa in mare di cavi e condotti, nonché i rifiuti provenienti direttamente da attività di demolizione.

Inoltre, se alla data di entrata in vigore del DPR 120/17 è in corso una procedura ai sensi della normativa previgente, l’utilizzo delle terre e rocce da scavo resta disciplinato dalle precedenti normative (art. 27 punto 2, DPR 120/17).

Tra le principali disposizioni vi sono i requisiti fondamentali perché una terra e roccia da scavo sia qualificata come sottoprodotto, ossia:

a)  i materiali devono essere generati durante la realizzazione di un’opera di cui costituiscono parte integrante indipendentemente dalla tipologia del cantiere (< 6.000 mc, > 6.000 mc, > 6000 mc e sottoposto ad AIA / VIA);

b) l’utilizzo deve essere conforme al piano di utilizzo o alla dichiarazione di utilizzo mediante silenzio/ assenso da parte dell’autorità competente;

c) i materiali devono essere idonei ad essere utilizzati direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale anche in presenza di materiale antropico che non può essere più del 20% in peso rispetto al campione totale;

d) i materiali devono possedere i requisiti di qualità ambientale previsti dai capi II, III e IV del DPR 120/17 (anche per le terre qualificate come rifiuti, provenienti da siti soggetti a bonifica, derivanti da aree in cui l’amianto risulta presente negli affioramenti geologici, abbiano CSC superiori a quelle di cui alla tabella 1 allegato 5 al titolo V della parte IV del D.Lgs 152/06 e purchè tali concentrazioni siano conformi ai valori del fondo naturale del sito individuato come destinazione d’uso).

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