Mérieux NutriSciences - nanoparticelle argento
16 Dicembre 2020
|   NEWS
Nanoparticelle d'argento: migliorare le prestazioni dei dispositivi medici attraverso l’utilizzo di nanomateriali

L'impiego medico dei nanomateriali è in rapida crescita, e una delle principali innovazioni è l’utilizzo di nanoparticelle d'argento come agenti antimicrobici nei trattamenti di ustioni e ferite croniche. La capacità specifica dell'argento (Ag) di inibire la crescita microbica potrebbe essere infatti sistematicamente sfruttata in ambito clinico per proteggere la ferita dalle infezioni, complicazioni che possono rallentare, o addirittura ostacolare, la rigenerazione spontanea dei tessuti danneggiati.

Nella pubblicazione “Spatiotemporal distribution and speciation of silver nanoparticles in the healing wound”, ecsinLAB –part of Mérieux NutriSciences Group– è stato coinvolto in un progetto di studio per indagare le dinamiche dell’argento in ferite umane attraverso l'applicazione di medicazioni contenenti Ag. Questo dispositivo medico basato su nanoparticelle di Ag metallico rappresenta la nuova frontiera per la progettazione di nanomateriali d'argento innovativi con un'efficacia antibatterica ottimale e un rischio ridotto al minimo per il paziente.

Obiettivo dello studio
Nello studio viene presentata per la prima volta l’osservazione diretta della distribuzione spazio-temporale e delle trasformazioni chimiche dell'Ag nelle ferite di quattro pazienti sottoposti a trattamento clinico con una medicazione commerciale contenente AgNPs (nanoparticelle d'argento).
I campioni di pelle con profilo completo provenienti dai pazienti ospedalieri con ustioni di secondo e terzo grado, o ferite cutanee equivalenti, e trattati con medicazioni contenenti nanoparticelle d'argento o sulfadiazina d'argento, sono stati raccolti e analizzati con radiazioni di sincrotrone μXRF/μXANES e laser ablation-ICP-MS, al fine di fornire le prime informazioni dirette semi-quantitative/alta risoluzione sulla distribuzione e speciazione spazio-temporale dell'argento.

Risultati
Attraverso l’utilizzo di tecnologie d'avanguardia è stato possibile monitorare il percorso del metallo in situ e i suoi effetti antimicrobici nei pazienti coinvolti nello studio. Il metallo è stato rapidamente rilasciato sulla superficie della ferita, seguito da una significativa penetrazione dipendente dalla struttura nei tessuti danneggiati prima di raggiungere la distribuzione sistemica, mentre la mobilizzazione estesa dell'Ag coinvolge le sue specie ioniche biocomplesse. Questi dati supportano la capacità della medicazione di esercitare un'intensa azione bioattiva concentrata sullo strato superficiale della ferita.

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