27 Mag. 2020
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EMERGENZA COVID-19: mascherine e guanti gettati nell’ambiente

Mascherine e guanti protettivi monouso utilizzati e gettati a terra fuori da supermercati, in strada e a lato delle carreggiate, perfino in campi coltivati e in mare.

Una situazione inizialmente trascurata a causa dell’emergenza covid19, ma che rischia di diventare un ulteriore problema sanitario, economico ed ecologico.

In Italia ma anche all’estero, sono diversi i centri di ricerca universitari e ONG che stanno seguendo il fenomeno con crescente preoccupazione. Il Politecnico di Torino stima che, nel corso della Fase 2 e nei mesi successivi, verranno impiegate circa 1 miliardo di mascherine al mese nel solo territorio italiano. La maggior parte di queste è monouso e, come spesso accade per mancanza di educazione civica, molti di questi dispositivi vengono e verranno abbandonati per terra.

La ONG ambientalista OceansAsia, con sede a Hong Kong, sta svolgendo uno studio su detriti marini e microplastiche nelle isole Soko. Nel corso del primo monitoraggio dall'epidemia coronavirus, il gruppo ha trovato circa 70 mascherine in un tratto di spiaggia lungo 100 metri, a dimostrazione della rapidità con cui i rifiuti vengono scaricati nelle coste locali. Una volta che le mascherine vengono rilasciate come detriti, possono venir scambiate dagli animali marini per cibo ed entrare quindi nella catena alimentare.

Risulta chiaro come il rilascio indiscriminato di questi materiali accresca l’inquinamento causato dalla disintegrazione di materiali plastici dando origine a un numero elevato di microplastiche in ambiente.

L'inquinamento da microplastiche è un tema ampiamente discusso da industrie, consumatori e legislatori. Ad oggi non esistono metodi generalmente riconosciuti e testati, in quanto la grande varietà di materie plastiche esistenti e la complessità della matrici da testare rende intrinsecamente difficile sia l’analisi qualitativa che quantitativa delle microplastiche. Grazie alla pluriennale esperienza dei nostri esperti, è stato possibile sviluppare e validare metodi specifici per l’identificazione e la determinazione delle microplastiche.

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