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Scientific writing: Prebiotici per preservare l'equilibrio del microbiota cutaneo
Agosto 03 2022

Scientific writing: Prebiotici per preservare l'equilibrio del microbiota cutaneo

Scientific Writing

Federico Benetti – Executive Director at ECSIN LAB, a Mérieux NutriSciences Company – ha partecipato alla pubblicazione del paper intitolato “Effects of short chain fructo‑oligosaccharides on selected skin bacteria” su Nature.com/articles (2022).

Quanto è importante utilizzare prodotti cosmetici biome-friendly nella routine quotidiana?

Una pelle sana è essenziale per preservare la corretta fisiologia. La pelle ha un suo ecosistema unico costituito da batteri, funghi e virus, i quali giocano un ruolo chiave e hanno un impatto sia sul funzionamento sia sulla protezione da infezioni esterne o sostanze tossiche, e garantirne l’equilibrio è essenziale. Se il prodotto cosmetico, utilizzato quotidianamente per la cura della pelle, non è pensato per essere biome-friendly può andare a influenzare questo equilibrio fino al punto di rottura e causare disbiosi cutanea. Descritta come un disequilibrio tra microbiota e ospite, la disbiosi può essere considerata una forma di omeostasi alterata in cui il microbiota è spostato verso uno spettro patologico, meno complesso e meno vario.
Sebbene la ricerca sul microbiota cutaneo sia ancora agli inizi, i dati ottenuti suggeriscono che ci sono vari modi per preservare la salute della pelle. Una ricerca di mercato ha evidenziato un numero crescente di prodotti skincare conteneti prebiotici. Il concetto di prebiotici è ben noto per i prodotti alimentari, in cui vengono utilizzati per promuovere la crescita dei batteri benefici del microbiota intestinale – inducendo conseguenti benefici per la salute -, e potrebbe essere applicato per bilanciare quasi tutte le comunità microbiche, anche quelle della pelle!

Lo scopo dello studio

Lo scopo dello studio è stato quello di valutare gli effetti dei fruttoligosaccaridi a catena corta (scFOS) della barbabietola da zucchero (DP 3-5), noti prebiotici, su crescita in vitro e attività competitiva di ceppi batterici rappresentativi del microbiota cutaneo (quali Staphyloccocus epidermidis, Cutibacterium acnes and Staphylococcus aureus).

I principali punti analizzati:

  • Attività batteriostatica e battericida degli scFOS. La capacità degli scFOS di inibire la crescita dei ceppi batterici (attività batteriostatica) e/o di esercitare un’attività battericida è stata valutata misurando la concentrazione minima inibitoria (MIC) e la concentrazione minima battericida (MBC).
  • Impatto degli scFOS sulla cinetica di crescita batterica. La capacità dei ceppi testati di metabolizzare gli scFOS per sostenerne la crescita.
  • Competizione tra ceppi batterici per gli scFOS. La capacità batterica di competere per gli scFOS come fonte di energia è stata valutata confrontando S. epidermidis vs C. acnes e S. epidermidis vs S. aureus, a concentrazioni crescenti di scFOS.
  • Ceppi batterici in competizione per scFOS in RHE. L’impatto degli scFOS sulla crescita batterica è stato valutato su un modello in vitro di epidermide umana ricostruita (RHE), caratterizzato da un epitelio stratificato e dotato di caratteristiche morfofunzionali simili all’epidermide umana.

Risultati

Questo studio è il primo a indicare che gli scFOS possono modulare efficacemente la composizione del microbiota cutaneo inibendo la crescita di batteri potenzialmente patogeni e, allo stesso tempo, promuovendo la crescita di batteri benefici. Gli scFOS possono essere considerati ingredienti efficaci per preservare o ripristinare il naturale equilibrio del microbiota cutaneo ed essere facilmente impiegati in applicazioni skincare.

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